Sicurezza
La Lega pensa al Comune unico della Piana
M.Q.
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Giancarlo Noci (Lega Nord) Il segretario Noci: «Dimezzati i costi della politica». Stasera incontro ad Olmi
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QUARRATA. Un Comune unico anche per la Piana pistoiese. La proposta viene dalla sezione della piana della Lega Nord che, sulla scia delle proposte di realizzazione di un ente unico sulla montagna pistoiese (tra San Marcello, Cutigliano e Abetone), propone la stessa soluzione anche per i Comuni di Montale, Agliana e Quarrata. Ad unirli, oltre i territori confinanti, è essenzialemnte la vocazione produttiva e artigianale dei tre comuni, incentrata più sul tessile a Montale e Agliana e marcata fortemente sul mobile nel quarratino. Ma le differenze, dall'orintamento politico in poi, sono tante e la proposta si dovrà scontare contro un campanilismo di fondo non facile da eliminare in nessuno dei tre comuni. L'idea, lanciata dalla Lega Nord, può suonare utopistica, ma farà parlare. A muovere il gruppo politico verso questa soluzione è soprattuto il risparmio economico che un unico ente produrrebbe in termini di "costi della politica". Un unico Comune infatti significherebbe avere un unico sindaco, un unico consiglio comunale, seppure forse più allargato, un unico presidente del consiglio comunale e così via. I vantaggi sarebbero essenzialmente di natura economica. La proposta sarà presentata domani della Lega Nord in un incontro organizzato per le 21 all'interno del locale La Barca, a Olmi, sulla via Fiorentina (all'altezza del negozio Idea Casa). Il titolo dell'incontro è "Federalismo e Comune unico sulla Piana". Interverranno Antonio Gambetta, membro del consiglio regionale per la Lega Nord, che sarà presente nel locale fin dalle 20 per l'aperi-cena. Interverrà anche Giancarlo Noci, Manuel Vescovi, segretario provinciale Lega Nord e l'avvocato Alessandro Belli che farà un intervento tecnico in merito alla proposta. A coordinare i lavori, Sonia Ciraolo. «L'accorpamento di più Comuni - sostiene Giancarlo Noci - è già stato effettuato in Gernania in cui è stato dimezzato il debito pubblico passando da 8000 a 4000 comuni».
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