Il Tirreno

Pistoia

Il sindaco e Mungai contro Gorbi: «Accanimento senza precedenti, non abbiamo nascosto niente»

Cassero, la giunta al contrattacco

Beatrice Faragli
Il sindaco di Serravalle Renzo Mochi
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Il sindaco di Serravalle Renzo Mochi

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 CASALGUIDI. Dal Comune di Serravalle Pistoiese rompono il silenzio dopo le accuse rivolte al sindaco Renzo Mochi e all'assessore all'ambiente Patrizio Mungai da Federico Gorbi, del Comitato di controllo sulla discarica del cassero. «L'assessore all'ambiente - ha scritto Gorbi - era molto più informato di quanto volesse far credere e ha raccontato una realtà edulcorata rispetto alla verità».  Secca la replica del Comune. «L'amministrazione comunale non ha nascosto nulla» dice il primo cittadino. «E' stata anche resa manifesta la volontà di costituirsi parte civile di fronte ad eventuali responsabilità della proprietà».  Sulla questione del Cassero, col camion di rifiuti sequestrato dal Noe nel 2008 e l'indagine della procura di Santa Maria Capua Vetere fino all'ultimo filone di Udine, il sindaco ripete: «E' inconcepibile tirare ancora in ballo il Comune e l'assessore all'ambiente».  Mentre Gorbi si interroga sul perchè il Mochi e la maggioranza non abbiano ancora preso provvedimenti nei confronti di Mungai, il primo cittadino difende a spada tratta il suo vice: «La richiesta di dimissioni di Mungai si commenta da sola. Mungai opera sempre con correttezza e grande capacità».  Lo stesso assessore all'ambiente davanti alle parole di Gorbi precisa di non aver mai scaricato responsabilità sui dipendenti comunali per gli errori comunicativi di Palazzo (la lettera di diffida mandata dalla provincia a PistoiAmbiente sarebbe stata letta da Mochi e Mungai solo molti mesi dopo, persa nei meandri dell'ufficio tecnico).  Intanto il vicesindaco parla di un «accanimento mediatico senza precedenti, figlio della politica più che della verità dei fatti». E a raddoppiare il carico sulle spalle della maggioranza ci pensa anche il Comitato cittadino di Serravalle Pistoiese: «Richiediamo le dimissioni di chi deteneva le deleghe all'ambiente all'epoca dei fatti». Sull'idea che l'amministrazione si costituisca parte civile dal Ccs scrivono: «E' solo pura fantasia. Il Comune ha una convenzione con PistoiAmbiente e da lì ricava soldi per lo sfruttamento della discarica. Chi si costituisce parte civile sono proprio i cittadini e il Comitato».  Secondo il Ccs ci sarebbero state delle omissioni di informazioni di interesse pubblico da parte della giunta Mochi, «nonostante le diverse richieste di spiegazione infatti non è mai stata data una risposta».

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