Attenzione
Aias, la decisione spetta a Roma
Tiziana Gori
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Lo striscione appeso dalle famiglie dei disabile che frequentano il centro allo stadio Melani Ordinanza del tribunale: Pistoia non ha la competenza territoriale
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PISTOIA. Una sentenza pilatesca. Luigi Bardelli è un fiume in piena, tracima rabbia e amarezza. «Il tribunale collegiale ha deciso di non decidere, meglio sarebbe stato se l'avesse fatto». Dopo alcuni giorni di attesa ecco l'ordinanza del tribunale collegiale civile, composto dal presidente Fabrizio Amato, dal giudice relatore Daniela Garufi e dal giudice Nicoletta Curci: Pistoia non è sede idonea per valutare il ricorso d'urgenza contro il commissariamento, ritenuto illegittimo, dell'Aias nazionale. "Incompetenza territoriale". A stabilire se il ricorso è legittimo o meno sarà il tribunale di Roma, perché a Roma ha sede l'Aias nazionale. «È stata interpretata - afferma uno dei legali di Bardelli, l'avvocato Cristina Arcangeli - una clausola dello statuto nazionale che decide sulle competenze. La clausola è composta di due commi, e a nostro avvisto il secondo lasciava la competenza a Pistoia». Così non la pensano i giudici, che hanno passato la questione a Roma. L'Aias di Pistoia aveva presentato un reclamo d'urgenza contro la decisione con cui, il 22 settembre 2010, il giudice Carlo Carsiviglia aveva respinto il ricorso contro il commissariamento della sede provinciale di via San Biagio. Secondo Carsiviglia non esistevano i presupposti giuridici per giustificare l'esigenza di una procedura "veloce"; non entrando nel merito della questione, ma esprimendosi unicamente sulle caratteristiche formali del ricorso. Secondo lui, insomma, il caso doveva seguire la normale procedura, con i suoi tempi ben più lunghi. «Ad oggi - commenta Bardelli - abbiamo avuto un giudice che ritiene che il caso possa seguire i tempi del giudizio civile, e un tribunale collegiale che affida la competenza a un altro organo territoriale. Nel frattempo, il cantiere per la nuova sede è fermo e l'associazione sta subendo danni incalcolabili». È certo il ricorso al tribunale di Roma ma «c'è - commenta Bardelli - una grande tristezza all'Aias. Resta il commissario Giulio Francesco Bagnale con i suoi poteri, con i suoi guai - oggettivi, non personali e riferiti soltanto allo scontro con me - e la situazione non potrà che peggiorare. I finanziatori della nuova sede (la famiglia Carrara e la Fondazione Caripit) hanno bloccato i contributi per i lavori, e sta saltando la programmazione di tutta una serie di lavori collaterali svolti dai volontari. Penso al giro nelle parrocchie e tra le famiglie per definire la stagione estiva dell'associazione. Io stesso - prosegue -, benché non sia più presidente, ricevo due, tre, quattro telefonate al giorno di genitori. Mi espongono problemi che non sono risolvibili dal commissario». I tempi si allungano. E per l'Aias pistoiese, per le centinaia di famiglie che hanno nel centro un punto di riferimento, l'incertezza sul futuro e la precarietà del presente portano ad un lento affievolirsi delle speranze. «È questo - afferma Bardelli - il rammarico più grande».
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