Il Tirreno

Pistoia

Maxi-parcheggio, un altro rinvio

Maxi-parcheggio, un altro rinvio

Manca il numero legale, niente voto sul nuovo accordo con la Giusti spa

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 PISTOIA. Dopo il primo rinvio, il 23 novembre scorso (assenza dell'assessore all'urbanistica), per la seconda volta il consiglio comunale non è riuscito a dare via libera al maxi-parcheggio interrato su tre piani che dovrebbe sorgere all'ex Breda. A discussione ormai avviata, infatti, è venuto a mancare il numero legale dei consiglieri comunali e la seduta si è dovuta concludere con un nulla di fatto. A far scendere le presenze sotto il livello minimo sono stati i consiglieri di An e il verde Geri, ma la mossa è stata decisa approfittando dei vuoti nelle file della maggioranza. Se ne riparlerà lunedì prossimo, quando all'attenzione dell'assemblea di Palazzo di Giano ci dovrebbe essere anche un'altra partita di rilievo come il regolamento per la media e grande distribuzione.  Anche la seduta di ieri, comunque, è stata particolarmente nervosa e ricca di spunti polemici. Tutte le questioni sollevate (per lo più - ma non solo - dall'opposizione) riguardano la effettiva convenienza per il Comune dell'operazione. Il timore è di concedere alla ditta Giusti per l'edilizia il via libera a un grosso e remunerativo intervento (i due piani in più ospiterebbero parcheggi destinati al pubblico ma anche molti spazi auto privati) senza chiedere sufficienti contropartite in cambio.  Ricordiamo che la Giusti aveva chiesto di poter realizzare 710 posti auto in più aumentando di due livelli il parcheggio interrato di cui attualmente è autorizzata e convenzionata la costruzione.  All'inizio della seduta il gruppo di An ha presentato due questioni pregiudiziali e due questioni sospensive. Con la prima il gruppo prende atto dell'acquisizione del parere di regolarità contabile formulato dal dirigente del servizio ragioneria, ma chiede che la pratica del parcheggio venga rinviata perché la commissione consiliare non ha potuto affrontare e discutere le note allegate al parere di regolarità. La seconda questione pregiudiziale segnala un conflitto fra la proposta di cessione dell'area in diritto di superficie e le norme che regolano gli appalti pubblici. Le questioni sospensive chiedono un approfondimento della redditività dei parcheggi al fine di ottenere una più esatta valutazione della cessione di quel diritto.  Il gruppo Pd ha presentato un emendamento che esige in valuta e non in opre pubbliche la somma di 620.000 euro fissata per la cessione del diritto di superficie.  Il gruppo An ha rilanciato chiedendo unacifra di 2 milioni. Ma nessuna delle questioni incidentali è stata approvata. Dei due emendamenti è passato quello presentato dal gruppo Pd.  È toccato poi all'assessore Silvia Ginanni presentare il provvedimento nel merito. Ginanni ha spiegato che la delibera è una proposta di aumento dei parcheggi sia privati che privati ad uso pubblico. La richiesta della ditta Giusti, titolare dell'intervento complessivo, è di aumentare i posti auto sia sotto l'area già acquistata sia sotto la parte di proprietà pubblica. «Si tratta - ha detto l'assessore - di ampliare un diritto di superficie già costituito. In cambio, il comune chiede il diritto di sottosuolo, quantificato in 620.000 euro».  «Questa delibera - ha continuato l'assessore - è un bene per la città. Essa persegue veramente l'interesse pubblico. E' corretto e giusto per la città mettere a disposizione non solo posti auto pubblici, che aumentano, ma anche posti auto privati, per chi voglia acquistarli».  Secondo Bartoli, consigliere Pd, la vicenda è un esempio di come il pubblico possa autolimitarsi nei confronti del privato, che finisce per agire monopolisticamente, pur in presenza di atti legittimi. Fabrizio Geri, consigliere dei Verdi, ha detto che il provvedimento produrrà un impatto non benefico sul centro storico, che già ora si vede svuotato di esercizi e di funzioni.  Favorevole, invece, Lido Berti, capogruppo dei Comunisti per Pistoia, che ha definito il provvedimento «un servizio per Pistoia». Il dibattito si è poi interrotto per la mancanza del numero legale.

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