Il Tirreno

Pistoia

Le cifre dell’Osservatorio del lavoro fotografano la situazione in provincia

Tornano a crescere le assunzioni ma 9 contratti su 10 sono precari

Fabio Calamati
Colloquio a uno sportello lavoro
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Colloquio a uno sportello lavoro

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PISTOIA. Anche a Pistoia, come nel resto della regione, il terzo trimestre di quest'anno ha segnato una ripresa delle assunzioni. Dopo il nerissimo anno 2009, gli avviamenti al lavoro segnalati dall'Osservatorio regionale hanno ripreso a crescere. Settembre si è chiuso a quota 10.213 avviamenti, quasi il 15% in più di 12 mesi prima. Segno che gli affari, seppure tra mille difficoltà, ricominciano a girare: c'è insomma una inversione di tendenza. Attenzione a enfatizzare troppo, però. Basta fare il confronto con due anni fa, col settembre 2008 che stava appena cominciando ad avvertire gli scricchiolii della recessione, per accorgersi che il totale provinciale delle assunzioni è ancora sotto quel livello: allora furono assunti in tre mesi 10.876 persone, contro le 10.213 di quest'anno.  Bando alle facili illusioni, quindi. Tanto più che mentre il valore assoluto degli avviamenti al lavoro va sull'altalena, rimane invece stabile un altro dato, quello del tipo di contratti che si sente proporre chi cerca un impiego. Nel 2010 come un anno fa, poco più di un contratto su cinque è a tempo indeterminato. I contratti a termine, quindi, la fanno da padrone sul mercato del lavoro: da giugno a settembre di quest'anno ne sono stati sottoscritti (vedi tabella) 5.685, più della metà del totale degli avviamenti al lavoro.  Forse spinto anche da quest'accenno di ripresa, cresce anche il numero totale degli iscritti al collocamento in provincia: il dato del terzo trimestre 2010 registra 32.896, la metà dei quali sono over 39, gente che probabilmente ha perso il posto di lavoro nei mesi precedenti.

Nel settembre 2009 la conta si era fermata a 30.944, ma la proporzione di età era identica.  Ma quali sono i settori che assumono? I dati dell'Osservatorio regionale sul lavoro, in questo caso, si fermano a giugno, ma sono comunque interessanti. Oltre 2.000 posti si trovano in alberghi e ristoranti (attenzione: sono dati riferiti al mese di giugno e questo può "gonfiarne" il peso); l'industria si ferma a 931 assunzioni, il commercio a 767, le costruzioni a 589. Pubblica amministrazione, istruzione e sanità hanno offerto 1.287 contratti, il settore dei servizi alle imprese appena meno: 1.270.  Viene fuori, insomma, un panorama in cui il peso del settore manifatturiero risulta piuttosto scarso, a vantaggio soprattutto dei servizi e del settore pubblico.

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