Attenzione
Sos scuola: studenti in piazza
Nuovo happening a sorpresa, sdraiati con i libri sul viso
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Nuovo "flash mob" degli studenti delle scuole superiori, ieri pomeriggio alle 18, in piazza del Duomo. Al suono di un fischietto una cinquantina di studenti si è sdraiata sul lastricato di piazza Duomo, in cerchio intorno a uno striscione con scritto "Scuola. Fragile". Ognuno ha il volto coperto da un libro. Stanno sdraiati, immobili per due o tre minuti. Intanto intorno a loro si radunano sempre più curiosi: passanti e famiglie in giro per lo shopping natalizio. Qualcuno passa dicendo che dovrebbero andare a studiare. Gli studenti non rispondono.
Al secondo fischio si alzano tutti a sedere e iniziano a leggere ad alta voce il libro che avevano sul viso. Le pagine del "Manifesto" di Marx si mischiano agli articoli della Costituzione italiana, al Simposio di Platone, alle pagine di "Se questo è un uomo" e a quelle dei manuali scolastici. Si alza un coro di voci indistinguibili che hanno un unico significato: «La scuola ha bisogno di fondi. La cultura e l'istruzione sono il futuro del nostro paese».
Lo ripetono da due settimane con una serie di iniziative che somigliano più al teatro di strada che alle manifestazioni tradizionali, come quella messa in scena venerdì pomeriggio: alle 18,30 i ragazzi del liceo Forteguerri, si sono traversiti da accattoni, elemosinando soldi a professori e genitori, a scuola per il ricevimento. L'obiettivo era sottolineare la "povertà" economica della scuola pubblica, ma anche raccogliere fondi per finanziare le fotocopie dei volantini delle loro iniziative e l'acquisto di un albero di Natale da mettere nell'atrio della scuola dove appenderanno bigliettini sulla riforma. M.Q.
Al secondo fischio si alzano tutti a sedere e iniziano a leggere ad alta voce il libro che avevano sul viso. Le pagine del "Manifesto" di Marx si mischiano agli articoli della Costituzione italiana, al Simposio di Platone, alle pagine di "Se questo è un uomo" e a quelle dei manuali scolastici. Si alza un coro di voci indistinguibili che hanno un unico significato: «La scuola ha bisogno di fondi. La cultura e l'istruzione sono il futuro del nostro paese».
Lo ripetono da due settimane con una serie di iniziative che somigliano più al teatro di strada che alle manifestazioni tradizionali, come quella messa in scena venerdì pomeriggio: alle 18,30 i ragazzi del liceo Forteguerri, si sono traversiti da accattoni, elemosinando soldi a professori e genitori, a scuola per il ricevimento. L'obiettivo era sottolineare la "povertà" economica della scuola pubblica, ma anche raccogliere fondi per finanziare le fotocopie dei volantini delle loro iniziative e l'acquisto di un albero di Natale da mettere nell'atrio della scuola dove appenderanno bigliettini sulla riforma. M.Q.
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