Il Tirreno

Pistoia

Quella notte l’azienda di Giacomo e Federico Vettori fu invasa dal fango della piena

Il vivaista: mesi di lavoro per rimettere a posto

Una casa invasa dall’acqua. A destra: la piana allagata
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Una casa invasa dall’acqua. A destra: la piana allagata

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 PISTOIA. La rotta dell'Ombrone a Bottegone riempì di acqua e fango il vivaio dei fratelli Giacomo e Federico Vettori che si estende a pochi metri dall'argine: travolse centinaia di piante in vaso, distrusse i vialetti e danneggiò anche qualche struttura e strumento da lavoro. Anche per loro i risarcimenti non sono ancora arrivati.  «Abbiamo finito di rimettere a posto quest'estate - spiega Federico Vettori - Non so quantificare con precisione il danno, né le spese per far tornare tutto alla normalità, ma si tratta di centiania di migliaia di euro: abbiamo dovuto rifare le strade, i vialetti, togliere tutte le piante. Abbiamo disfatto tutta la vasetteria e rifatta da capo. Il tempo che abbiamo impiegato per ripartire è stato tanto anche a causa della stagione: sei, sette mesi di lavoro per poter rimettere le piante al loro posto. La produzione, non impota dirlo, ne ha risentito. Ci siamo dati da fare e siamo ripartiti, ma non è stato facile. Quello che ci ha dato davvero tanta forza, è stata la solidarietà che abbiamo ricevuto dai nostri colleghi. A Santo Stefano in molti erano con noi nei campi a darci una mano».  E per questo inverno? «I lavori sull'argine dell'Ombrone - spiega - sono rimasti fermi ai giorni immediatamente successivi alla rotta. Per questo inverno speriamo che la stagione sia clemente perché gli argini, più o meno sono rimasti uguali». M.Q.

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