Gioco
Minacciano la cassiera poco prima della chiusura e si danno alla fuga in sella alle moto con un bottino di 6.000 euro
Banditi rapinano il Penny Market pistola in pugno
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Il direttore del Penny Market racconta della rapina 2 MINUTI DI LETTURA
QUARRATA. Erano in tre. In mano avevano una pistoia, probabilmente una scacciacani. L'hanno puntata contro la cassiera e le hanno fatto svuotare la cassa. Mancava mezz'ora alla chiusura, giovedì sera, quando i tre banditi - passamontagna e casco integrale in testa - sono entrati nel Penny Market di via Fiorentina, tra Casini e Catena. In cinque minuti hanno portato via circa 6mila euro: l'incasso della giornata e i pochi soldi che si trovavano nella cassaforte. «Sono arrivati a bordo di due moto di grossa cilindrata - racconta il direttore del punto vendita, Sergio Perrella - Uno è rimasto fuori dal supermercato, a controllare che non arrivasse nessuno. Gli altri due sono entrati dentro. Probabilmente erano italiani, almeno dall'accento. Sul volto avevano dei passamontagna e indossavano anche il casco della moto. Il primo ha puntanto la pistoia contro la cassiera di turno. L'ha minacciata e l'ha costretta a svuotare la cassa. Un altro si è diretto verso il box dove teniamo la cassaforte. Sempre con la pistola puntata: hanno obbligato la cassiera ad aprire anche quella. In realtà all'interno non c'erano molti soldi perchè ci teniamo solo quelli che servono per i cambi e poco più». È stata una questione di pochi minuti e i tre si sono dileguati a bordo delle motociclette in direzione Catena. «Nell'agitazione la cassiera non ha capito se la pistola fosse vera oppure no - continua il direttore - Probabilmente era una scacciacani. Appena usciti abbiamo chiamato i carabinieri. Sembra che abbiamo ritrovato le moto nel piazzale del Cdd». Per il Penny non è la prima rapina: «In 20 anni - spiega il direttore - questa è la terza rapina. Abbiamo subìto anche due incursioni notturne. L'ultima a giugno: spaccarono il vetro, diretti verso la cassaforte. Avevano intenzione di portarsela via, ma non ce la fecero perchè è saldata in terra». M.Q.
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