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L'Arpat rassicura «Valori inquinanti inferiori ai limiti»
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MONTALE. Dall'Arpat arrivano le prime rassicurazioni sulle emissioni dell'inceneritore montalese: «Pur in presenza di alcune differenze, in sostanza, sia i dati Arpat che gli autocontrolli (laboratori privati, ndr) mostrano valori di tossicità equivalente assai basse, sia per le diossine che per i Pcb» assicurano dall'agenzia regionale. La tossicità equivalente, «quella su cui effettivamente insistono dei limiti» precisa il responsabile Arpat Claudio Coppi, è a quota 0,007 nanogrammi. Il valore, che somma diossine e Pcb, è ben inferiore al massimo livello consentito di 0,1 (quello che per intendersi venne superato nel 2007 con la conseguente chiusura dell'impianto, una normativa tra l'altro estesa solo alle diossione). Per arrivare a un'analisi statistica finale manca ancora l'ultimo monitoraggio Arpat, il secondo annuale, ad oggi in corso. Fin d'ora però non sembrerebbero esserci, secondo il responsabile dell'agenzia regionale, quelle grandi differenze tra i due controlli (Arpat e laboratori privati) denunciate dalla dottoressa Patrizia Gentilini al tavolo istituzionale sui rifiuti del 19 novembre scorso. «Ovviamente - aggiunge - ci sarà da aspettare l'ultimo controllo Arpat e i risultati dell'autocontrollo di novembre (il 6º previsto per quest'anno, ndr), solo allora si potrà vedere se questo scalino è statisticamente significativo, e non è detto che lo sia. Non solo, anche ammesso ipoteticamente che lo sia resta comunque piccolo». Una constatazione ben diversa da quella partita dalla Gentilini al tavolo provinciale e diffusa dal Coordinamento dei comitati della Piana: «Dai risultati dell'ultimo autocontrollo (settembre 2010) i livelli di Pcb sono assai elevati. Tali livelli sono decine di volte superiori rispetto all'unico controllo fatto quest'anno dall'Arpat», si leggeva nella nota del 25 novembre scorso. «Le differenze segnalate dalla dottoressa si riferiscono ai Pcb-dl totali e non alla loro tossicità equivalente» fanno sapere oggi dall'Arpat. Non si registrerebbe quindi secondo Coppi questa forbice così ampia (si è parlato di «livelli decine di volte superiori») tra le due sentinelle messe a guardia dell'inceneritore montalese. Non solo, il responsabile Arpat precisa: «Anche dagli autocontrolli i valori risultano ugualmente di molto entro il limite». Fioccano delucidazioni inoltre sulle condizioni dei monitoraggi. «I controlli vengono fatti sia quando l'inceneritore brucia solo rifiuti urbani sia quando brucia anche gli ospedalieri, come dimostra quello del 17 dicembre 2009». «L'anno passato - spiega Coppi - i Rot (rifiuti ospedalieri) bruciati sono stati lo 0,1% del totale», capita quindi di effettuare controlli anche quando l'impianto brucia i soli Rsu. La combustione dei Rot non porterebbe infine, secondo Arpat e secondo i suoi dati, a un peggioramento nelle emissioni.
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