Sicurezza
Ambulanti delusi e scoraggiati, se la prendono con i pochi soldi e con il caro-tariffe
Poco shopping al mercato
Tiziana Gori
◗
Acquisti tra i banchi del mercato bisettimanale«È il peggior Natale degli ultimi cinque anni»
2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Non decolla lo shopping natalizio tra i banchi del mercato ambulante. Vendite a rilento, clienti indecisi anche per ninnoli di pochi euro da appendere all'albero, e la pioggia che rovina l'appuntamento straordinario dell'8 dicembre. Ma più che verso i clienti riottosi il malumore degli ambulanti continua ad essere rivolto nei confronti del Comune. Manca tra la gente che passeggia in centro la voglia di comprare. Perché non ci sono soldi? Anche, ma non tutti gli ambulanti vogliono attribuire alla crisi la scarsità di vendite. «A Pistoia - è l'opinione categorica di Fabrizio Poli, da dieci anni con un posto fisso in piazza Duomo, pistoiese doc - il mercato è nettamente peggiorato.
Faccio fiere in tutta la Toscana, altrove non è così. Sono cambiate le persone. Quelle un minimo abbienti non vengono più al mercato. C'è chi passa tra i banchi anche tre volte per guardare un oggetto da 5 euro prima di decidere se comprarlo o meno». I motivi? «La crisi, e forse la mentalità del pistoiese, sempre molto attento al denaro, per cui in periodi come questo psicologicamente si trattiene anche se potrebbe spendere qualcosa». Per quello che riguarda il dicembre 2010, Poli, ambulante di fiori secchi e composizioni, e la sua "dirimpettaia", Ilaria Vettori, titolare di un'azienda che produce capi di abbigliamento per bambini, affermano che «si tratta del peggiore degli ultimi cinque anni».
Roberto Biancardino è ambulante da 28 anni. Ha un banco di oggetti di cosmetica e ninnoli natalizi. Piccoli doni, che al massimo arrivano a costare 5 euro, ma quanta fatica per venderli. Come lui anche Adamo Cappellini. «Un po' il tempo che non aiuta, un po' la crisi. No, Natale non si sente, le vendite vanno a rilento». E poi l'affondo nei confronti del Comune: «Se continua così - dice Biancardino - tra due anni chiudo. Anche quest'anno posso calcolare una perdita intorno al 30% rispetto al 2009. Pago 900 euro ogni sei mesi per la Tosap, 70 euro per un permesso per entrare in centro.
In piazza dello Spirito Santo (dove ha il banco, ndr) ci sono ambulanti che vorrebbero andare in pensione e cedere la licenza, ma non possono perché la piazza è destinata esclusivamente al settore calzaturiero. Una decisione del Comune di Pistoia che taglia le gambe a tanti ambulanti». Vettori e Poli calcolano la perdita di fatturato intorno al 25%. E anche Poli è polemico con il Comune. «Non si può far ricadere tutto addosso a noi. Sono arrivate multe di migliaia di euro per aver pagato la concessione con qualche giorno di ritardo. Con le vendite così in calo, è una situazione che ci affossa».
Faccio fiere in tutta la Toscana, altrove non è così. Sono cambiate le persone. Quelle un minimo abbienti non vengono più al mercato. C'è chi passa tra i banchi anche tre volte per guardare un oggetto da 5 euro prima di decidere se comprarlo o meno». I motivi? «La crisi, e forse la mentalità del pistoiese, sempre molto attento al denaro, per cui in periodi come questo psicologicamente si trattiene anche se potrebbe spendere qualcosa». Per quello che riguarda il dicembre 2010, Poli, ambulante di fiori secchi e composizioni, e la sua "dirimpettaia", Ilaria Vettori, titolare di un'azienda che produce capi di abbigliamento per bambini, affermano che «si tratta del peggiore degli ultimi cinque anni».
Roberto Biancardino è ambulante da 28 anni. Ha un banco di oggetti di cosmetica e ninnoli natalizi. Piccoli doni, che al massimo arrivano a costare 5 euro, ma quanta fatica per venderli. Come lui anche Adamo Cappellini. «Un po' il tempo che non aiuta, un po' la crisi. No, Natale non si sente, le vendite vanno a rilento». E poi l'affondo nei confronti del Comune: «Se continua così - dice Biancardino - tra due anni chiudo. Anche quest'anno posso calcolare una perdita intorno al 30% rispetto al 2009. Pago 900 euro ogni sei mesi per la Tosap, 70 euro per un permesso per entrare in centro.
In piazza dello Spirito Santo (dove ha il banco, ndr) ci sono ambulanti che vorrebbero andare in pensione e cedere la licenza, ma non possono perché la piazza è destinata esclusivamente al settore calzaturiero. Una decisione del Comune di Pistoia che taglia le gambe a tanti ambulanti». Vettori e Poli calcolano la perdita di fatturato intorno al 25%. E anche Poli è polemico con il Comune. «Non si può far ricadere tutto addosso a noi. Sono arrivate multe di migliaia di euro per aver pagato la concessione con qualche giorno di ritardo. Con le vendite così in calo, è una situazione che ci affossa».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
