Sicurezza
Nellattesa il gup dice no alla scarcerazione
Nuova perizia medica su Mamma Ebe
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PISTOIA. Resta in carcere Mamma Ebe (nella foto), così come suo marito Gabriele Casotto. Il gup del tribunale di Pistoia ha infatti respinto l'istanza presentata dagli avvocati difensori nel corso dell'udienza preliminare della scorsa settimana (che ha portato a 14 rinvii a giudizio e 3 riti abbreviati) per la revoca o la mitigazione della misura cautelare in corso dall'11 giugno scorso, giorno dell'arresto. Il giudice dell'udienza preliminare Luciano Costantini, preso atto del parere negativo del pm Francesco Sottosanti (che aveva chiesto alcuni giorni di tempo per presentarlo) ha ritenuto che sussistano tutt'ora le esigenze - tra cui il pericolo della reiterazione del reato - che portarono sei mesi fa all'adozione del provvedimento nei confronti dei due imputati. Esigenze che ha invece ritenuto ormai decadute nei confronti del terzo imputato sottoposto a limitazioni della libertà personale, Marco Gabbriellini, che si trovava sempre agli arresti domiciliari: il giudice ha disposto per lui la più mite misura cautelare del divieto di dimora nel comune di Quarrata, la stessa in atto per tutti gli altri imputati. Per Mamma Ebe, al secolo Gigliola Giorgini, l'avvocato Paola Pellegrini (difensore di fiducia insieme a Gaetano Berni) aveva chiesto la scarcerazione anche sotto un profilo diverso da quello della sussistenza o meno delle esigenze cautelari: le condizioni di salute della donna, ritenute, anche alla luce di un recente ricovero in ospedale, non compatibili con la detenzione. Su questo il gup Costantini prenderà una decisione non appena avrà a disposizione i risultati di una perizia medica affidata, martedì mattina, al medico legale Fabio Fondelli, che sottoporrà Mamma Ebe ad un'accurata visita ed esaminerà la sua cartella clinica e i referti ospedalieri. Tutti e 17 gli imputati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata all'abusivo esercizio della professione sanitaria e alla truffa aggravata. Per 14 di loro il processo inizierà il 22 marzo, davanti al tribunale collegiale. Altri tre imputati hanno invece chiesto e ottenuto di essere giudicati per rito abbreviato direttamente davanti al gup. Tra loro anche don Sebastien Kalimbiro Maheshe, l'ex parroco di Lamporecchio accusato di aver attribuito veste religiosa ufficiale al ruolo della Giorgini partecipando agli incontri spirituali. Saranno processati allo stato degli atti (senza testimoni) l'11 febbraio prossimo.
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