Sicurezza
Io stessa sono parte lesa per la perdita del lavoro
Antonella Sgarano
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Ho appreso tramite organi di stampa che il mio nominativo è stato iscritto nel registro degli indagati nell'ambito dell'indagne denominata "Cip e Ciop bis". Tale notizia è stata affidata alla stampa attraverso un comunicato di un'associazione di cui fanno parte alcuni genitori dei bambini coinvolti nella vicenda, i quali hanno ritenuto di dover divulgare i nominativi di tutti gli indagati, prima ancora che degli stessi vengano inquadrate e chiarite le posizioni. Per quanto mi riguarda, non avrò alcun problema a mettermi a completa disposizione dell'autorità giudiziaria, certa come sono della mia assoluta estraneità alla vicenda, alla quale anche io, in prima persona, non sono rimasta indifferente, avendomi la stessa colpito come un fulmine a ciel sereno. Lavoro nelle scuole per l'infanzia da quasi un ventennio, senza che mai nessuno abbia avuto modo solo di dubitare del mio comportamanto. Una volta contrattualizzata per il Giardino dell'Infanzia ho operato unicamente nella struttura di Quarrata, senza mai avere alcun contatto con l'unità operativa di Pistoia. Trovo pertanto assai strano un mio coinvolgimento in questa vicenda, anche perchè io stessa risulto essere parte lesa, atteso che la chiusura dell'asilo ha comportato per me la perdita del posto di lavoro nonchè il mancato pagamento degli ultimi emolumenti che già da tempo il mio legale ha chiesto alla titolare dell'asilo. Senza contare il contraccolpo sull'opinione pubblica che la mia appartenenza a questa struttura (lo dico nell'ottica di un ricollocamento) ha comportato. Lo sconcerto del momento non mi impedirà ovviamente, sia di collaborare con l'autorità giudiziaria, sia di tutelare la mia immagine in tutti i modi ed in tutte le sedi possibili, riservandomi ogni opportuna azione legale nei confronti di chi avesse voluto trscinarmi in questa vicenda. Ricordo purtroppo con tristezza il giorno in cui, qualche mese fa, una madre di uno dei bambini dell'asilo di Pistoia, mi affrontò in malo modo dicendomi che non ce l'aveva con me ma che, pur di fare del male alle titolari, avrebbe coinvolto chiunque. Evidentemente l'invito alla moderazione che imemdiatamente fu inviato alla signora dal mio legale non ha ricevuto grande ascolto. Una moderazione che, fra l'altro, credo che debba essere coltivata, con animo sereno e senza pregiudizi da parte di tutti coloro che, a vario titolo, sono coinvolti in questa delicata vicenda.
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