Il Tirreno

Pistoia

Il sindaco Berti faccia a faccia col pm tra due settimane

La polizia davanti all’asilo Cip Ciop il giorno dell’arresto delle maestre
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La polizia davanti all’asilo Cip Ciop il giorno dell’arresto delle maestre

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 PISTOIA. Comparirà davanti al pm il prossimo 21 dicembre il sindaco Renzo Berti, che, attraverso il suo legale, ha chiesto di essere sentito per chiarire la propria posizione riguardo all'iscizione nel registro degli indagati in merito alla vicenda del Cip Ciop.  «Il sostituto procuratore Silvio Franz sarebbe anche stato disponibile a sentirlo prima - spiega l'avvocato Cecilia Turco, legale del sindaco Berti, chiamato in causa in quanto rappresentante dell'amministrazione comunale - ma precedenti impegni del sindaco hanno determinato tale data. In quella sede potremo chiarire tutto».  Renzo Berti è una delle sette persone iscritte nel registro degli indagati della procura di Genova in seguito alle querele presentate da alcuni dei genitori del bambini dell'asilo Cip Ciop. Accanto al suo, i nomi dei genitori di Anna Laura Scuderi, una delle due maestre sotto processo, e di altri cinque dipendenti. Maltrattamenti e omessa denuncia le ipotesi di reato.  «Anche ammesso - aggiunge l'avvocato Turco - che eventuali omissioni colpose risultassero correlabili al reato doloso di maltrattamenti; e che, determinati controlli, qualora obbligatori, avrebbero potuto impedire tali gravi episodi di maltrattamento, di ciò dovrebbe risponderne il primo cittadino? In una struttura complessa in cui la parte politica è nettamente distinta da quella amministrativa?».  Gaetano Scuderi e Gerardina Zabaroni, genitori di Anna Laura Scuderi, sono rappresentati dall'avvocato Stefano Panconesi. E anche loro sottolineano il fatto di essere venuti a conoscenza dell'iscrizione dei loro nomi nel registro degli indagati solo attraverso i mezzi di informazione.  «Tengono a precisare - spiega l'avvocato Panconesi - la loro estraneità a qualsiasi episodio riconducibile a quanto riportato dalle cronache e chiederanno di essere sentiti dal pm nel più breve tempo possibile, per fare chiarezza sulla situazione. Riteniamo un fatto grave che le notizie siano state diffuse dalla stampa prima di qualsiasi notifica da parte della procura».

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