Il dolore
Il documento approvato dalla Comunità montana per sei comuni: 15mila abitanti interessati
Protezione civile, ecco il piano
Sauro Romagnani
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Un momento dell’esercitazione dei giorni scorsiDalle aree di accoglienza al personale coinvolto nei soccorsi
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S.MARCELLO. Un piano di protezione civile per un'area intercomunale di sei comuni, Abetone, Cutigliano, San Marcello Pistoiese, Piteglio, Marliana e Sambuca, è stato approvato dall'assemblea della Comunità Montana. Il ruolo di comune capofila è stato assegnato a San Marcello. E' anche il luogo della sede della Comunità, alla quale i comuni avevano affidato il compito di predisporre il piano, secondo quanto previsto dalla legge regionale 67 del 2003. «Il cammino per giungere ad una conclusione è stato lungo e complicato - dice il presidente Carla Strufaldi - questo piano è stato approvato all'indomani dell'esercitazione del Dipartimento della protezione civile, grazie al finanziamento Europeo e della Regione. Dall'esercitazione sono emersi elementi positivi e negativi, tutti utili e da valutare per eventuali correzioni, ma sostanzialmente tutto è andato bene». Il piano, che si configura come una gestione associata delle attività in emergenza, riguarda una popolazione di quasi 15mila persone ed un'estensione territoriale di oltre 330 chilometri quadrati. Il piano, predisposto per dare una stima attendibile del "danno atteso" in conseguenza di un evento calamitoso di tipo idrogeologico o sismico «contiene una fortissima lettura delle risorse organizzative esistenti sui territori considerati - dice Roberto Fedeli, funzionario della C. Montana - contiene anche un'accurata analisi della conformazione territoriale, una raccolta in dettaglio di dati sulle aree idonee ad essere urbanizzate, in caso di accoglienza della popolazione. Quest'ultima informazione è fondamentale sia per chi opera sul territorio sia per chi viene dall'esterno per portare aiuto». Il piano è corredato dell'indispensabile materiale documentario, fra cui i capisaldi operativi, che devono essere conosciuti a menadito dal personale coinvolto nelle operazioni di soccorso. Ci sono inoltre precise modalità per l'informazione della popolazione, che è indispensabile sappia con esattezza a quale struttura rivolgersi, i numeri telefonici da chiamare, in caso di evento. Insomma un punto fondamentale è che le procedure operative siano chiare a tutti. Il piano conferisce al centro intercomunale della Comunità montana un ruolo fondamentale, e preponderante, nell'organizzazione dei soccorsi. Nel caso di eventi il servizio dovrà essere attivo sulle ventiquattro ore. E' previsto, inoltre, che a livello dei singoli comuni rimanga una unità operativa, guidata dal sindaco, quale responsabile territoriale di protezione civile. Unità operativa costituita da personale comunale, non solo per portare i primi soccorsi, ma anche col compito di seguire l'evoluzione del fenomeno in atto e chiedere aiuti mirati, al centro intercomunale. Fra i molti elementi informativi che possono colpire l'immaginazione nel piano c'è, oltre lo studio di tutti i corsi d'acqua, della conformazione geologica dei territori, l'analisi dei principali eventi sismici che si sono verificati sui nostri territori, sette a partire dal 1550 per arrivare all'ultimo del 1980, ai quali ne andrebbero aggiunti molti altri di minore importanza, non insignificanti. Come a voler dire che certi eventi non sono da relegare fra quelli impossibili.
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