Sicurezza
«Aias, decisioni illegittime»
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Luigi Bardelli, presidente dell’Aias pistoieseI sindaci revisori contro il commissario Bagnale
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PISTOIA. "Totalmente e gravemente illegittima". La bollano con questi termini, i sindaci revisori dell'Aias, la recente decisione del commissario Giulio Francesco Bagnale di far decadere tutti i soci dell'associazione pistoiese e di abrogarne lo statuto. E per questo, in una lettera indirizzata allo stesso Bagnale e ai vertici dell'Aias, i revisori (Giorgio Federighi, Stefano Sala e Calogero Armato) chiedono al commissario di sospendere immediatamente la decisione assunta. Quali sono le argomentazioni contenute nella lunga missiva (cinque pagine) dei sindaci revisori? Decadenza dei soci. La prima questione affrontata è la decadenza dei soci. È stata decisa dal commissario Bagnale, che ritiene irregolare il tesseramento così come veniva effettuato a Pistoia, perché chi riceveva la tessera Aias non pagava l'intera quota ma solo una parte, anche se la fetta spettante all'Aias nazionale veniva comunque spedita a Roma. Ma se il problema è questo - obiettano i sindaci revisori - sarebbe bastato chiedere una integrazione della quota per regolarizzare la situazione. Del resto risulta ai sindaci revisori che anche altre Aias locali abbiano scelto liberamente l'ammontare della quota da far pagare ai propri soci. La procedura di "espulsione" dei soci violerebbe inoltre le prescrizioni della normativa sulle Onlus. Riammissione. Bagnale ha fatto sapere che i soci, per essere riammessi, dovranno essere valutati da lui stesso, assistito da una commissione ad hoc. Ma anche questa modalità, secondo i tre revisori, sarebbe illegittima, in quanto arbitraria e priva di garanzie di una valutazione oggettiva. Esclusione dei soci in lite. Un'altra decisione del commissario Bagnale è quella di escludere a priori dall'associazione tutti coloro che abbiano un contenzioso aperto con l'Aias di Pistoia o con quella nazionale. Secondo il documento dei sindaci, in questa condizione ci sarebbero almeno una sessantina di soci, tra i quali monsignor Renato Gargini, lo stesso presidente Luigi Bardelli, la vice Laura Corrieri e altri soci storici, alcuni dei quali tra i fondatori dell'associazione a Pistoia. Secondo i sindaci revisori si tratta di una previsione discriminatoria. Un'associazione inesistente. Eliminati i soci, cancellato lo statuto, secondo il collegio dei revisori l'Aias di Pistoia si verrebbe a trovare in una situazione del tutto anomala. Praticamente non ci sarebbero più i requisiti minimi per considerare ancora esistente l'associazione. Il problema è che l'Aias ha dei dipendenti e degli impegni precisi derivanti dalle convenzioni esistenti con l'Asl, in base alle quali l'Aias fornisce dei servizi alla comunità. Che ne sarebbe di tutto ciò se, dall'oggi al domani, l'Aias scomparisse? Federighi, Sala e Armato concludono la loro missiva sollecitando il commissario a tornare sui suoi passi, sospendendo immediatamente le decisioni assunte. L'alternativa, per i tre sindaci, sarebbe quella di rivolgersi "alle autorità competenti". Questo anche alla luce del fatto - affermano i tre - che il commissario era già da tempo a conoscenza delle loro perplessità, comunicate anche per scritto nelle scorse settimane, con una lettera rimasta senza risposta.
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