Il Tirreno

Pistoia

«Su Publiacqua paghiamo un peccato originale»

Roberto Cipolla consigliere comunale di An Pdl
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Roberto Cipolla consigliere comunale di An Pdl

Deposito cauzionale, Cipolla (An-Pdl) accusa il Comune per le scelte del 1998

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 PISTOIA. E' un silenzio assordante quello del Comune sulle decisioni di Publiacqua (aumento del deposito cauzionale e domiciliazione bancaria), che rivelano con chiarezza l'errore compiuto nel 1998 di affidare la gestione del servizio idrico ad una società creata ad hoc. A sostenerlo è Roberto Cipolla, consigliere di An-Pdl, che aggiunge: «Invece di mirare all'efficienza, alla trasparenza, all'economicità del servizio, per mantenere rendite di posizione e bloccare il mercato, per paura di perdere il controllo sull'intero settore, si è preferito blindare le vecchie municipalizzate attraverso una operazione societaria che ha portato alla costituzione di Publiacqua, il tutto dietro il paravento della difesa degli interessi dei cittadini».  Fallito, secondo Cipolla, l'obiettivo di assicurare l'erogazione del servizio secondo standard di qualità al prezzo più basso possibile, ovvero attraverso una gara ad evidenza pubblica. E non garantito il principio della trasparenza, «separando gestione del servizio (pubblica o privata che sia) dalla proprietà ovviamente in mano pubblica, ed evitando gli effetti discorsivi che si sono verificati in passato e si stanno verificando attualmente».  «La questione centrale non è se sia preferibile un gestore pubblico ad un gestore privato - prosegue Cipolla - ma il modo in cui selezionarlo, le regole a cui deve sottostare per la gestione del servizio, l'economicità della gestione, gli investimenti da realizzare sulla rete. Invece in Toscana, mentre si raccolgono le firme strumentalmente perchè l'acqua rimanga pubblica, e si contestano i provvedimenti presi dal governo in linea con quanto tutti i paesi europei hanno fatto e dove il servizio è di qualità a costi sensibilmente inferiori a quelli italiani, Publiacqua può permettersi di cambiare i rapporti con gli utenti senza alcuna sanzione, ed applicare le tariffe più alte di tutto il territorio nazionale».  L'esponente di An ricorda l'indagine recente, secondo la quale il consumo medio di un nucleo familiare è superiore di tre volte a quello di Milano. «E'inoltre notizia recente che Publiacqua, pur a fronte di un utile 2009 di 12,37 milioni di euro, applicherà aumenti tariffari del 5% circa. Quale Comune, in qualità di proprietario delle reti, si è opposto a queste azioni? Quale esponente politico di centrosinistra ha criticato gli effetti distorsivi della gestione di Publiacqua, che fa ripagare ai cittadini quanto dovrebbe realizzare autonomamente per il miglioramento delle reti?»  Cipolla chiede alla Cgil e Federconsumatori, che hanno promosso la raccolta di firme contro Publiacqua, «un atto di chiarezza», cioé destinare la petizione al Sindaco di Pistoia, «che ricordiamo essere responsabile del controllo della gestione per il Comune di Pistoia, in qualità di ente proprietario rappresentato nell'Ato».

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