È un colpo di spugna che mi lascia sgomenta
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Ho ricevuto la raccomandata, che m'invita ad associarmi di nuovo all'Aias di Pistoia: sono rimasta sgomenta ed interdetta. Con bel colpo di spugna il commissario Bagnale ha deciso di rimuovere tutta l'associazione, far decadere il consiglio, e solo a suo insindacabile giudizio, si potrà essere di nuovo soci dell'Aias. Un editto bulgaro. Nemmeno nelle peggiori tirannie s'è mai vista una cosa del genere. Il Tribunale di Pistoia aveva intimato al commissario di indire l'assemblea entro lunedì, invece, questa bella doccia fredda. Chiedo al prefetto di Pistoia, al sindaco di Pistoia, al presidente della Provincia, d'intervenire quanto prima, e di farlo platealmente, l'Aias non è solo nostra, ma appartiene a tutta la città, ed è bene comune. Chi firmerà la nuova domanda, compirà un atto contro l'Aias, sottoscrivendo di fatto che lo statuto Aias, che abbiamo sempre rispettato non è conforme allo spirito e allo statuto dell'Aias nazionale. Le domande potranno essere presentate entro la metà di gennaio data tassativa: più che far rispettare lo statuto nazionale, siamo di fronte ad una vera e propria pulizia etnica. Non ci possiamo stare, la città non ci può stare. Se sarà necessario occuperemo lo stabile, e credo sia necessario. Annalisa Scardigli Prevalga il buonsenso La vicenda Aias di Pistoia continua a preoccuparci e a preoccupare centinaia di famiglie pistoiesi che temono il venir meno di servizi di assistenza sanitaria, sociale e riabilitativa per tutti coloro che si trovano in situazioni di disabilità fisica. Preoccupa il protrarsi di un commissariamento dell'associazione che la città, ci sembra, continui a comprendere poco e a condividere meno. Preoccupa la sospensione dei lavori per la costruzione del nuovo centro di riabilitazione e il congelamento degli impegni finanziari da parte dei privati che si erano resi disponibili ad investire in una struttura sociale importante per la città ed i suoi cittadini più deboli. Preoccupa ciò che può accadere sul piano occupazionale ai 120 dipendenti della stessa associazione e sul piano della solidarietà ai molti volontari che rischiano di veder venir meno la possibilità di offrire il proprio contributo di aiuto e la propria esperienza. Le notizie che apprendiamo dalla stampa ci preoccupano molto: sono notizie che arrecano dubbi, che creano disagi e incertezze a tutti i cittadini ed in particolare a volontari che con disinteressato altruismo hanno collaborato alla crescita di questa Associazione. Per noi vale più essere in disaccordo nella chiarezza che non ambigui nell'opacità. Ci auguriamo quindi che in zona Cesarini prevalga il buonsenso, l'amore ed il rispetto per un'associazione che in questi decenni ha lavorato per portare conforto a tante persone e alle loro famiglie; se sono stati commessi errori è giusto che questi vengano chiariti e corretti attraverso il percorso già avviato nelle sedi competenti, viceversa ci sembra fuori luogo ed ingiusto procedere con percorsi poco chiari che hanno il sapore dell'emissione di sentenze a priori che male si conciliano con i valori della democrazia e del confronto. Giancarla Viviani responsabile Pd per le politiche sociali e della salute Paolo Bruni segretario Pd comunale
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