Finanza
Accuse a sindaci e assessori che hanno disertato lultima assemblea
«Sul Cis nessuna risposta»
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Una manifestazione del comitato contro linceneritore di Montale Il Comitato anti-inceneritore: «Amministratori sordi»
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MONTALE. Amministratori sordi, ma soprattutto assenti, nonostante l'invito. A stigmatizzarlo in un comunicato è il Comitato per la chiusura dell'inceneritore di Montale, ricordando che venerdì scorso, 3 dicembre, si è svolta un'assemblea a cui erano stati invitati sindaci e assessori dei Comuni proprietari del Cis, la presidente della Provincia e l'assessore all'ambiente. C'erano soltanto l'assessore all'ambiente del comune di Montale Taiti e il consigliere di maggioranza di Agliana Biancalani, ma solo a titolo personale. «In ogni caso - scrive il comitato - la serata ha avuto dai presenti la conferma di una sostanziale sordità degli amministratori. Rispetto alla richiesta di quantificare l'ammontare esatto della cifra di deficit del Cis, neanche 3 domande esplicite e dirette dei cittadini e del comitato sono bastate per saperlo. L'assessore Taiti ha dimostrato scarsa informazione e competenza, visto che le giunte dei tre Comuni hanno votato il bilancio e confermato il consiglio di amministrazione». Inoltre, «indicazioni ed impegni per un futuro imprecisato, risibili conoscendo la distanza ormai abissale della politica tutta tra il dire e il fare». «Taiti e Biancalani - prosegue il comitato - si sono affannati di spiegare che ci vuole tempo per fare le raccolte differenziate, come se le norme comunitarie, nazionali e regionali fossero di un mese fa e non risalissero agli anni 80/90, essendo oggi la percentuale al 60/65% e come se non ci fossero esempi di esperienze virtuose un po' dovunque in Italia e anche in Toscana: la realtà è che qui le raccolte differenziate non si possono fare bene perché i rifiuti devono alimentare il forno inceneritore e non la filiera del riutilizzo/riciclaggio. Siamo di fronte a 15 anni di inadempienze a cominciare dalla Regione, dalle province e dai comuni su un problema centrale come quello del riutilizzo/riciclaggio». Nonostante le amministrazioni di Agliana e Montale abbiamo criticato il Piano interprovinciale per l' Ato Toscana Centro, afferma il comitato, «ma è anche vero che niente si sta facendo per costruire l' unica scelta sensata: chiudere l'inceneritore di via Tobagi a fronte dei danni e delle nocività conclamate ed evitabili in quanto i rifiuti possono essere trattati in altra maniera senza combustione e a fronte dei costi enormi che paghiamo noi cittadini. Chiediamo pertanto una sostanziale inversione di rotta, perché è ormai evidente che si tratta solo di volontà politica, di scelte anche culturali diverse: la difesa dei beni comuni diventerà sempre più una scelta dirimente che distinguerà chi praticherà scelte coerenti e virtuose».
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