Il Tirreno

Pistoia

Braccio di ferro sul viale Adua

Fabio Calamati
La Coop di viale Adua. A sin. l’assessore Lucchesi
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La Coop di viale Adua. A sin. l’assessore Lucchesi

La giunta comunale: non vogliamo ingessare tutto

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 PISTOIA. Il nuovo regolamento comunale per la media e grande distribuzione lascia la porta socchiusa agli ampliamenti di Coop e Conad in viale Adua. La bozza presentata alle commissioni consiliari e in discussione in questi giorni, infatti, seppellisce una volta per tutte la possibilità che il viale - intasato di traffico nelle ore di punta e con oltre 11.000 metri quadri di supermercati aperti, venga dichiarato "zona satura".  "Zona satura" è una dizione introdotta dalla legge regionale 28-2005, che in sostanza prevede il divieto di nuove aperture di media e grande distribuzione in zone della città già piene oltremisura di traffico e di servizi. Nei mesi scorsi sia Confcommercio, sia Confesercenti, sia i gruppi politici di opposizione avevano ripetutamente chiesto che il viale Adua fosse dichiarato "zona satura", così come via Fermi.  Nella bozza di regolamento presentata dall'assessore al commercio Barbara Lucchesi si ignorano invece entrambe le richieste. E mentre per via Fermi non si introduce alcun vincolo, per viale Adua si ricorre alla dichiarazione di "zona critica", vale a dire alla necessità - per i nuovi supermercati - di rispettare una distanza di 150 metri almeno l'uno dall'altro.  Il regolamento poi (ma questi sono contenuti già definiti da tempo) chiude la porta a nuovi insediamenti di media e grande distribuzione (tranne il supermercato da 2.500 mq previsto in via dell'Annona) e consente ristrutturazioni e ampliamenti ai supermercati esistenti per migliorarne accessibilità e offerta, purché ovviamente vengano rispettati i criteri urbanistici.  «La scelta di non fare zone sature - rileva il consigliere di Forza Italia Alessio Bartolomei - significa consentire a Conad ma soprattutto a Coop di ampliare i propri centri vendita sul viale Adua, che è già sovraccarico. La bozza di regolamento della giunta ripropone le scelte di nove mesi fa, dannose per i piccoli negozi. Si è perso tempo inutilmente». Anche secondo An la scelta di non impedire ampliamenti ai marchi esistenti in città (oltre a Coop e Conad, anche Esselunga) costituisce un grave danno per i consumatori e i piccoli negozi.  Opposta, ovviamente, l'opinione della giunta. «La dichiarazione di area satura - spiega l'assessore al commercio Barbara Lucchesi - richiede innanzitutto dei dati sul traffico e sulle emissioni inquinanti che non possediamo. Una volta fatta, non è ben chiaro come sia possibile adeguarla o magari ritirarla. Anche la Regione, con un parere ad hoc, ci ha sottolineato questi punti. Insomma, il rischio è quello di ingessare un pezzo di città. Meglio, allora, optare per la dichiarazione di "area critica", che è uno strumento più agile pur ponendo dei chiari paletti all'espansione delle aree commerciali. Sia chiaro che anche secondo noi viale Adua ha bisogno di una particolare attenzione».  E su via Fermi? «Non abbiamo previsto nessun vincolo specifico - è la risposta - perché lì gli spazi a disposizione bloccano già le possibili espansioni, che peraltro non possono oltrepassare il 20% della superficie interessata, in base a norme già oggi esistenti. Una dichiarazione di zona critica o satura era quindi inutile».  Ma in viale Adua, per tornare al punto dolente, il nuovo regolamento consentirà di espandere i supermercati esistenti? «Se sono operazioni volte alla riqualificazione, comprendenti anche piccole espansioni e sempre nel rispetto dei parametri urbanistici» è la risposta.  L'impressione, comunque, è che il braccio di ferro sia destinato a proseguire. Commissioni congiunte (affari generali, urbanistica e commercio) sono già convocate per martedì 7, martedì 14 e mercoledì 15. L'idea è di esaminare in consiglio comunale il nuovo regolamento prima di Natale.

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