Il Tirreno

Pistoia

Una crisi senza fine: i costruttori pistoiesi sono scesi in piazza a Roma a fianco di operai e sindacalisti

In due anni persi quattrocento posti

Francesco Albonetti
Non si placa la crisi del settore edile
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Non si placa la crisi del settore edile

Spariscono anche le imprese: a settembre 2010 iscritte 137 in meno

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PISTOIA. Hanno protestato a fianco, caschetto in testa, gli imprenditori e i lavoratori del settore edile. Anche il Collegio dei costruttori di Pistoia ha preso parte alla manifestazione nazionale a sostegno del settore, ormai al palo da due anni, che si è svolta mercoledì in piazza Montecitorio a Roma. I motivi: richiamare l'attenzione del governo, del Parlamento e di tutte le forze politiche sull'importanza di un settore colpito da una crisi senza precedenti. Le ricette per il rilancio: lo sblocco dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, lo spendere risorse già stanziate per opere pubbliche, attivare i fondi Fas-comunitari senza ulteriori rinvii e riprogrammazioni. Abolizione imposte discorsive nell'ambito di una riforma fiscale per lo sviluppo, la semplificazione delle procedure in materia edilizia, pubblica e privata, il rilancio degli investimenti in infrastrutture.  «Roma non è lontana, e le tematiche che Ance nazionale porterà in piazza sono assolutamente da condividere - dice Andrea Gualtietotti, presidente di Ance Pistoia - Gli occupati in edilizia iscritti alla Cassa Edile provinciale sono passati dai 2.413 dell'ottobre 2008 ai 2.139 dell'anno successivo agli attuali 2.011. Un decremento senza precedenti, che non pare per adesso trovare argini».  Gli ultimi dati camerali (vedi tabella a fianco), relativi al 2010 fino al 30 settembre, evidenziano un saldo fra iscrizioni e cessazioni di nuove imprese del settore edile pari a meno 137 (- 108 per le imprese artigiane). Il tasso di mortalità è del 7,3% (8,8% nel settore artigiano). Il tasso di crescita è del - 2,16% (2,17% nel settore artigiano, che costituisce la gran parte delle aziende).  Ancora più significativi i dati sull'occupazione, segnalati dalla stessa Ance: 466 occupati in meno rispetto all'anno scorso. E sono occupati dovuti esclusivamente alla cessazione delle attività, non a licenziamenti. Prosegue infatti, ricordano in Assindustria, l'accordo stipulato nel maggio scorso fra costruttori, sindacati, Cassa edile, Provincia, Caripit e Montepaschi. Quell'accordo, del tutto innovativo, prevede il blocco dei licenziamenti. In pratica, l'intesa prevede agevolazioni e prestiti alle imprese che mantengono i livelli occupazionali.

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