Gioco
Il commissario cancella tutti i soci
Alberto Vivarelli
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Il rendering del nuovo centro a fianco il cantierePer votare il prossimo consiglio serve una nuova iscrizione ma sarà Bagnale a scegliere
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PISTOIA. I soci dell'Aias provinciale non esistono più, il commissario Francesco Bagnale, nomitato dai vertici nazionali dell'associazione, dopo aver azzerato i vertici locali, ha cancellato i soci. Spazzati via, piazza pulita con una letterina di una pagina e mezza. Un atto di una violenza inaudita, difficilmente riscontrabile in passato. Per partecipare alla vita dell'Aias pistoiese, gli ex soci dovranno iscriversi di nuovo, seguendo una procedura che Bagnale indica nella lettera spedita ai 430 soci. Nella quale si spiega che il commissario procederà "all'integrale rinnovo delle procedure di associazione". Una meccanismo che svela in maniera chiara il vero obiettivo del commissariamento: mettere le mani sulla struttura provinciale. Le irregolarità denunciate dal commissario? L'espulsione del socio? La gestione, le modalità di elezione? Sono i motivi formali, quelli sostanziali sono altri. Lo si capisce leggendo le regole che Bagnale ha spedito a 430 vecchi soci. Intanto la domanda di iscrizione. Tutti devono presentarla e firmarla. E chi firma, dichiara che lo statuto dell'Aias provinciale è stato ritenuto "non conforme allo spirito ed alla norma dello statuto nazionale": ogni socio, cioè, deve rinnegare ciò che in precedenza ha votato in assemblea; e si deve anche dichiarare che non si è né dipendenti né consulenti della sezione di Pistoia. Infine le esclusioni eccellenti: nessun socio che abbia una controversia con l'Aias, sia locale che nazionale, potrà fare domanda a socio. Norma ad hoc per far fuori definitivamente l'ex presidente Luigi Bardelli e il vecchio consiglio. Poi il percorso diventa singolare e opaco. Le domande potranno essere presentate fino al 15 gennaio, dal giorno successivo il commissario inizierà la verifica e alla valutazione delle richieste. Dopo la "scrematura", il commissario convocherà ad uno ad uno, tutti coloro che hanno fatto domanda di iscrizione per un colloquio con una "commissione del tesseramento", non si sa bene da chi composta, che procederà all'ammissibilità del candidato-socio. Ma il giudizio finale spetta al commissario, solo lui deciderà chi accettare e chi respingere. In base a quali criteri? Un mistero, perché in nessuna delle lettere inviate agli ex soci sono indicati i requisiti necessari per diventare soci. Questo passaggio è inquietante perché dà l'impressione che più che piazza pulita, il commissario voglia fare una pulizia etnica. È proprio qui che il commissariamento dell'Aias svela le vere intenzioni della struttura nazionale. Qualcuno in via San Biagio parla di golpe e forse il giudizio non è molto lontano dalla realtà.
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