Sicurezza
L’indagine della Cna su 306 imprese della Piana presentata ieri mattina alla Bcc di Vignole
Artigiani, un terzo non riscuote più
Marta Quilici
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A lato un’azienda tessile Sopra, Simone Marchi, responsabile ufficio credito Cna PratoFallimenti e concordati dei committenti dilatano i tempi delle entrate
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QUARRATA. Quasi un terzo dei crediti si riscuote a sessanta giorni, circa il 40% in 90 giorni e quasi il 30% è impossibile da incassare a causa di fallimenti, concordati intercorsi durante il rapporto. Le entrate delle aziende artigiane hanno tempi sempre più lunghi. E per oltre il 62% delle imprese la riscossione dei crediti da parte dei clienti o committenti é aumentata, rispetto a un anno fa, di almeno un mese. I dati sono frutto di uno studio della Cna di Prato e Pistoia e sono stati raccolti in un dossier presentato ieri mattina alla Banca di credito cooperativo di Vignole da Simone Marchi, responsabile dell'ufficio credito della Cna di Prato. L'indagine è stata svolta su un campione di 306 imprese artigiane appartenenti al distretto artigianale della Piana pistoiese e pratese. Il dossier è servito come base per la creazione, in accordo con la Bcc di Vignole, di alcuni prodotti finanziari mirati alle imprese artigiane. Ai 306 artigiani interpellati è stato chiesto quale fosse la situazione economica della loro impresa rispetto agli anni passati. Il 50% ha risposto che è peggiorata e tra questi, per il 13,6% è peggiorata molto. Per il 34,8% è stabile, per il 13,6% è migliorata e per l'1,5% è molto migliorata. Rapporti con i creditori. Dallo studio è emerso che un artigiano riscuote il 30,6% degli incassi in 60 giorni, il 39,4% in tre mesi, il 18,5% in quattro mesi e l'11,6% viene riscosso dopo quattro mesi. Un bel 29,5% di crediti, inoltre, sono impossibili da incassare perchè, ad esempio, sono intercorsi fallimenti aziendali dei committenti, concordati, ecc. Se già un anno fa i clienti pagavano in tempi lunghi, quest'anno il ritardo sembra essere ancor più aumentato: per il 25,5% degli artigiani i tempi dei pagamenti sono aumentati di un mese e per il 37,3% l'aumento supera additittura i 30 giorni. Solo per un 4,1% i tempi di riscossione sono diminuiti, mentre per il 33,2% sono rimasti stabili. Per fronteggiare questo problema il 32,5% degli artigiani aumenta a sua volta il tempo di pagamento dei propri fornitori. L'1,2%, invece risponde aumentando i prezzi, il 34,3% non ha reagito in alcun modo, mentre il 31,9% è ricorso a un debito bancario. Circa uno su tre, dunque, ha fatto leva sulle banche: si tratta per lo più di indebitamenti a breve termine e solo in pochi casi di aperture di mutui. Il 36,7% ha uno scopeto di conto corrente, il 40,4 è ricorso all'anticipo delle fatture, il 15,9 ha chiesto un finanziamento per liquidità e il 6,9% per investimenti. In effetti soltanto il 33% circa ha intenzione di effettuare investimenti nei prossimi mesi. Rapporto con le banche. L'80% degli artigiani ha rapporti con una (54%) o al massimo due (24%) banche e in particolare con Cariprato (55%), Monte dei Paschi (35%), Gruppo Intesa (28%), Bcc (25%), Unicredit (20,5%). Oltre il 62% degli artigiani ha rilevato negli ultimi mesi un aumento dei costi di accesso al credito. Ma solo il 22% si è visto rifiutare un finanziamento. Dalle risposte dei 306 artigiani emerge inoltre che soltanto il 3,2% ritiene che le banche pongano attenzione al progetto aziendale. Oltre il 95% ritiene che interessino soprattuto le informazioni di bilancio e reddito.
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