Sicurezza
Va in scena strisce selvagge
Marta Quilici
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La singolare protesta degli studenti sulle strisce pedonali di mezza cittàA gruppi di undici, gli studenti sui passaggi pedonali di mezza città
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PISTOIA. In undici si può bloccare la città. Avanti e indietro sulle strisce pedonali e il traffico, a tratti, va in tilt. È continuata così, anche ieri mattina, la protesta degli studenti contro i tagli del governo alla scuola pubblica. A metterla in atto oltre un centinaio di studenti soprattutto degli istituti prefessionali: Pacinotti, agrario, Einaudi, ma anche il tecnico commerciale Pacini. Per i prossimi giorni si annunciano altre proteste: al classico tre giorni di assemblea permanente fino a sabato, allo scientifico dopo l'assemblea di ieri, oggi si annunciano altre manifestazioni sulle strisce e per i prossimi giorni banchini informativi e flash-mob in centro. Per martedì ventilata la possibilità di una nuova manifestazione studentesca in città. Ieri mattina gruppi di studenti di varie scuole si sono dati appuntamento, in più di cento, in piazza Mazzini, intorno alle 8. Volevano continuare la protesta, ma nessun corteo era stato autorizzato. Così si sono spostati verso il parco cittadino di Monteoliveto dove hanno organizzato la performance: hanno tentato di aggirare l'ostacolo del "corteo non autorizzato", sparpagliandosi per la città divisi in gruppi di undici. «Se ci dividiamo a gruppetti di undici - spiega Luca dell'istituto agrario - non possono dirci che siamo un corteo non autorizzato». A gruppetti, dunque, hanno preso di mira le strisce pedonali del centro cittadino e di alcune delle vie principali della città e hanno iniziato a percorrerle di continuo avanti e indietro. In breve si sono formate code di auto, tra l'irritazione dei conducenti che si sono attaccati al clacson e la simpatia di alcuni passanti, divertiti da una protesta inedita e, tutto sommato, pacifica. Più che disagi effettivi alla circolazione, infatti, quella degli studenti è stata una dimostrazione simbolica, nata spontaneamente, con una buona organizzione e un pizzico di inventiva. Dopo dieci o venti passaggi ininterrotti sulle strisce pedonali gli studenti si facevano sistematicamente da parte per far passare qualche auto e, soprattutto, i mezzi pubblici. Corso Gramsci, corso Fedi, piazza Mazzini, viale Adua, via Zamenhof, l'area intorno alla stazione: queste alcune delle zone in cui gli studenti hanno "occupato le strisce". La singolare forma di protesta è andata avanti dalle 8.40 fino alle 9.30 circa, cioè nell'ora di punta mattutina. Poi alle 10 si sono dati nuovamente appuntamento al Monte Uliveto: alla spicciolata i gruppetti di undici sono tornati "alla base" per un primo bilancio. Circa duecento ragazzi si sono raccolti una mezz'oretta in assemblea. Alle 10.50, poi, l'annuncio: «Si riparte!». Si formano nuovi gruppetti di undici che partono di nuovo alla volta delle strisce pedonali in corso Gramsci, via Filippo Pacini e altre vie. Il tran tran riparte, anche se questa volta il traffico è meno intenso. Interviene anche la digos per dissuadere gli studenti dal bloccare la circolazione. «Ieri - spiega Diego dell'Einaudi - un gruppetto di ragazzi di varie scuole si è ritrovato in assemblea dalle 9 di mattina alle 19 di sera per discutere e organizzare le prossime proteste".
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