Il lutto
LINTERVENTO
Sulla questione acqua il consigliere Capecchi fa finta di non sapere
Giuliano Ciampolini
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Giuliano Ciampolini 2 MINUTI DI LETTURA
Alessandro Capecchi, capogruppo del Pdl in consiglio comunale, ha strumentalizzato la raccolta di firme da parte di Federconsumatori (con la condivisione della Cgil) da inviare ai sindaci (per contestare l'aumento del deposito cauzionale deciso dall'Ato e attuato da Publiacqua con modalità che colpiscono - come le tariffe - le famiglie numerose) come se fosse una straordinaria novità critica verso la scelta fatta in Toscana delle Spa pubblico/private: questo atteggiamento di "stupore" è solo un'ulteriore conferma della separazione di tanta parte della politica partitica dalla società civile. Ricordo ad Alessandro Capecchi (e anche a Fabrizio Geri) che la Federconsumatori ha fatto parte dei Comitati unitari pistoiesi che in passato hanno raccolto le firme a sostegno di due leggi d'iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dei servizi idrici e nel 2010 ha contributo (in tutta Italia, insieme alla Cgil) alla raccolta di oltre 1 milione e 400mila firme a sostegno dei tre quesiti referendari per abrogare tutta la legislazione che ha consentito di avviare la privatizzazione della gestione dei servizi idrici. Alessandro Capecchi fa finta di non sapere che la Toscana ha anticipato (purtroppo) quello che la legge Ronchi/Berlusconi vuole imporre in tutta Italia e vuole accreditare la storiella bugiarda che nel settore dei servizi idrici è possibile una "liberalizzazione" che consenta la concorrenza e una conseguente efficienza, come se l'acquedotto non fosse unico e una volta affidata la gestione ad un soggetto privato, per 20 o 30 anni, in realtà significa privatizzare definitivamente la gestione dell'acqua che arriva nelle case tramite l'acquedotto. Cioè, Alessandro Capecchi propone di far cadere la gestione dei servizi idrici, dalla padella delle Spa pubblico/private, nella brace della privatizzazione totale, cioè esattamente il contrario della ripubblicizzazione che tanti cittadini vogliono, tramite i referendum che hanno promosso con le proprie firme.
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