Sicurezza
In manette pendolari del crimine
Tiziana Gori
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Il negozio Guercini, in corso GramsciQuattro napoletani catturati dopo il colpo al negozio Guercini
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PISTOIA. Una segnalazione tempestiva al 113 ha permesso di bloccare, dopo un inseguimento da film sull'autostrada Firenze Mare, quattro dei rapinatori che all'alba di mercoledì hanno razziato dal negozio di abbigliamento Guercini di corso Gramsci capi per oltre 20mila euro. Disoccupati, originari di Napoli e provincia, gli arrestati sono: Carmine Capozzoli (27 anni), Ugo Trojer (56 anni), Raffaele Costabile (41 anni), Marco Malo (22 anni). Tutti pregiudicati con precedenti specifici legati al furto e alla ricettazione. «Trasfertisti - spiega in conferenza stampa il vicequestore aggiunto Luigi La Rotonda, che ha illustrato i dettagli dell'operazione al fianco del questore Maurizio Manzo - Colpiscono fuori per portare "a casa".
Hanno degli appoggi in loco, fanno dei sopralluoghi accertandosi che l'obbiettivo individuato sia un'attività "soft target", con sistemi di sicurezza scarsi o assenti. Dopo aver messo in atto il colpo si spostano rapidamente in un'altra città». A quattro componenti della banda stavolta è andata male. È infatti certo che ci fossero dei complici. Fuggiti a bordo di un furgone poco prima dell'arrivo delle volanti con la refurtiva che la banda era riuscita a rubare. Alle sei di mercoledì mattina la telefonata di un residente ha segnalato la presenza di ladri all'interno del negozio di abbigliamento grandi firme Guercini. L'uomo aveva sentito un tonfo sordo. Con una spaccata i ladri avevano infranto la vetrina del negozio, ed erano entrati dentro cercando di portar via nel più breve tempo possibile il maggior numero di capi di vestiario. La telefonata al 113 ha rovinato la festa. Alcuni complici - perlomeno uno ma non è escluso fossero di più - si sono dati alla fuga con il furgone pochi attimi prima dell'arrivo degli agenti, che hanno invece fatto in tempo a vedere la macchina con i quattro ladri, una Lancia Lybra, sgommare in direzione dell'autostrada.
E proprio sull'A11, in direzione di Montecatini, si è svolto un rocambolesco inseguimento, con i fuggitivi raggiunti e bloccati poco prima del traforo di Serravalle. «I quattro - spiega La Rotonda - non erano armati al momento dell'arresto. Difficilmente i trasfertisti lo sono. Sanno che anche una sola arma con pellicola abrasa fa lievitare la pena, e preferiscono scegliere obbiettivi facili». Nessuna telecamera nelle vicinanze all'esterno e all'interno del negozio: una preda ideale. Con grandi firme e pochi capi sufficienti a raccimolare un bottino pingue. Di solito, aggiunge il vicequestore aggiunto, rivenduto al mercato nero con ottimi margini di guadagno. «I furti dei trasfertisti - lo dicono i dati - aumentano sotto il periodo di Natale». Le indagini sulle ricerche del resto della banda sono «a buon punto». Intanto la Polizia ha deciso di diramare foto e nomi degli arrestati nel caso qualche esercente avesse notato la loro presenza nel proprio negozio.
Hanno degli appoggi in loco, fanno dei sopralluoghi accertandosi che l'obbiettivo individuato sia un'attività "soft target", con sistemi di sicurezza scarsi o assenti. Dopo aver messo in atto il colpo si spostano rapidamente in un'altra città». A quattro componenti della banda stavolta è andata male. È infatti certo che ci fossero dei complici. Fuggiti a bordo di un furgone poco prima dell'arrivo delle volanti con la refurtiva che la banda era riuscita a rubare. Alle sei di mercoledì mattina la telefonata di un residente ha segnalato la presenza di ladri all'interno del negozio di abbigliamento grandi firme Guercini. L'uomo aveva sentito un tonfo sordo. Con una spaccata i ladri avevano infranto la vetrina del negozio, ed erano entrati dentro cercando di portar via nel più breve tempo possibile il maggior numero di capi di vestiario. La telefonata al 113 ha rovinato la festa. Alcuni complici - perlomeno uno ma non è escluso fossero di più - si sono dati alla fuga con il furgone pochi attimi prima dell'arrivo degli agenti, che hanno invece fatto in tempo a vedere la macchina con i quattro ladri, una Lancia Lybra, sgommare in direzione dell'autostrada.
E proprio sull'A11, in direzione di Montecatini, si è svolto un rocambolesco inseguimento, con i fuggitivi raggiunti e bloccati poco prima del traforo di Serravalle. «I quattro - spiega La Rotonda - non erano armati al momento dell'arresto. Difficilmente i trasfertisti lo sono. Sanno che anche una sola arma con pellicola abrasa fa lievitare la pena, e preferiscono scegliere obbiettivi facili». Nessuna telecamera nelle vicinanze all'esterno e all'interno del negozio: una preda ideale. Con grandi firme e pochi capi sufficienti a raccimolare un bottino pingue. Di solito, aggiunge il vicequestore aggiunto, rivenduto al mercato nero con ottimi margini di guadagno. «I furti dei trasfertisti - lo dicono i dati - aumentano sotto il periodo di Natale». Le indagini sulle ricerche del resto della banda sono «a buon punto». Intanto la Polizia ha deciso di diramare foto e nomi degli arrestati nel caso qualche esercente avesse notato la loro presenza nel proprio negozio.
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