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Pistoia

«Argini troppo vicini» Comune e Provincia litigano sulla cassa di espansione

L’alluvione dello scorso Natale nella Piana pistoiese
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L’alluvione dello scorso Natale nella Piana pistoiese

Dalì: «Ho il timore che l'invaso nato per il Quadrelli alla fine diventi anche quello dell'Ombrone e il secondo non sia mai fatto»

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QUARRATA. Entro fine anno sarà pronto il progetto definitivo da presentare alla Regione per la Valutazione di impatto ambientale dove dovrà sostare non più di sei mesi. Dopodichè sarà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione per 45 giorni e in questo lasso di tempo cittadini e comitati potranno presentare le proprie osservazioni. Il progetto della cassa di espansione per le acque basse alla Querciola è a fine, ma le critiche non si placano ancora.  Molte provengono dai cittadini del comitato di Caserana che sostengono che la cassa di espansione, in seguito a un'eventuale rottura dell'argine dell'Ombrone, rappresenterebbe una barriera naturale per l'acqua che confluirebbe tutta nel centro del paese. 

Questi timori, emersi durante l'assemblea di martedì a Ferruccia, sono stati smentiti dall'assessore provinciale Mauro Mari e dall'assessore comunale Giovanni Dalì il quale, però, non si è risparmiato una sua critica. «Rispetto al progetto originario - ha affermato - sono state fatte alcune modifiche alla cassa di espansione per le acque basse rispetto alle quali il Comune non è d'accordo. Nell'ultimo progetto è previsto che l'argine della cassa di espansione per il Quadrelli sia praticamente attaccato all'argine dell'Ombrone. Questo non va bene per più di un motivo: il primo è che in mezzo c'è una casa i cui proprietari hanno già dovuto subire abbastanza per questa opera. Inoltre ho come il timore che, avvicinando l'invaso all'Ombrone, vada a finire che la cassa nata per il Quadrelli diventi anche per l'Ombrone e questo non deve avvenire. Proponiamo quindi di rimanere a una distanza di 50 metri tra l'invaso e l'Ombrone, in modo da scansare anche la casa che vi sta nel mezzo». 

Quello delle acque basse, secondo il progetto originario, è un invaso da 500 mila metri cubi di acqua, già finanziato per 2,7 milioni di euro circa. La cassa di espansione per l'Ombrone, invece, non è ancora finanziata, avrà un costo indicativo di circa 4 milioni e 750 mila euro e una capienza di 750 mila metri cubi. «Noi chiediamo - ha affermato all'assemblea Oreste Vannucci di Caserana - un incontro sul posto con il Comune perchè crediamo che la cassa di espansione per l'Ombrone costi troppo e sia inutile perchè il problema sono i rialzamenti dei terreni, vivai, ecc: l'Ombrone adesso non tiene neppure la metà dell'acqua che reggeva 50 anni fa».  «La cassa di espansione creerebbe una barriera - spiega Franco Gaiffi di Caserana - tra l'Ombrone e il Quadrelli che, in caso di rottura dell'Ombrone, farebbe allagare Caserana». Della stessa idea Andrea Bagattini che aggiunge: «Per quella delle acque basse, però, c'erano poche altre soluzioni».  «Vogliamo vedere il progetto» reclama infine Daniele Manetti e Giancarlo Noci della Lega Nord ha proposto di fare la cassa di espansione alla laghina. Gli risponde Dalì: «L'accordo di programma la prevede lì, se si vuol fare da un'altra parte si deve pagare tutta noi».

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