Sicurezza
Muore nel bosco a 37 anni
Operaio stroncato da un infarto durante la battuta di caccia
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SAN MARCELLO. «Mi fa male il petto, mi fa male il petto». Ha fatto appena in tempo a pronunciare queste poche parole che, davanti agli occhi dei compagni di battuta, si è accasciato a terra. Per lui non c'è stato niente da fare. Fabio Tonarelli, 37 anni, di San Marcello, è morto probabilmente sul colpo, stroncato da un infarto. Teatro della tragedia, i boschi di Spignana, nella zona sopra l'ex agriturismo Andia Paradiso, dove Tonarelli aveva da poco terminato una battuta di caccia al cinghiale insieme alla squadra di cui faceva parte. Fabio Tonarelli era molto conosciuto a San Marcello e la notizia della sua morte si è rapidamente diffusa in paese, destando incredulità e dolore. Attualmente lavorava come operaio alla Lime di Limestre. Il padre Marco, adesso in pensione, noto con il soprannome di "Tagliapeli", aveva svolto per anni il mestiere di barbiere, fino a quando, vinto un concorso, era stato assunto come autista del Copit. Lo zio Giorgio invece lavora ancora nel negozio di barbiere di via Roma. Fabio lascia anche la madre e la sorella Lorenza, cassiera al supermercato Dico di San Marcello. Fino a qualche anno fa il giovane operaio aveva giocato a calcio in squadre amatoriali del campionato Uisp (nel ruolo di terzino, la sua caratteristica era la velocità, ricorda chi lo conosceva), come Traffic In e Uc Montagna, oltre che nella formazione della contrada del Poggiolo). Da ragazzo aveva militato anche in squadre di Pistoia, come Ramini e Pontelungo. Poi, l'età e problemi alla schiena, l'aveva spinto a smettere e a dedicarsi alla passione della caccia. In passato non aveva mai manifestato alcun problema cardiaco, neppure durante le visite mediche per il rilascio del nulla osta per l'attività sportiva agonistica, diventate già in quegli anni molto capillari e selettive. E anche ieri mattina - hanno spiegato i compagni di caccia - durante la battuta sembrava in perfetta forma. E' stato attorno alle 13,30, quando il gruppo, percorrendo una tortuosa strada sterrata nel bosco, stava tornando verso le auto a fine caccia, che si è sentito improvvisamente male. «Ha detto solo "Mi fa male il petto, mi fa male il petto" - racconta un compagno - e si è accasciato in avanti. Era tutto paonazzo in volto». Immediatamente, con un telefono cellulare, è stato dato l'allarme al 118, che ha inviato sul posto un'ambulanza della Misericordia di Cutigliano e l'automedica di San Marcello. Il malore è avvenuto sulla stretta strada sterrata - coperta di neve - che da sopra l'ex agriturismo torna verso la Doganaccia. In quel momento stava piovendo. Ogni tentativo di rianimazione da parte dei soccorritori è stato inutile. Per riuscire a trasportare la salma fino alla strada asfaltata, distante circa 3-400 metri, è stato necesario l'intervento di una squadra del Soccorso alpino, che è riuscita a raggiungere, anche se con difficoltà, il punto della tragedia con un fuoristrada. Quindi, il trasferimento all'ospedale di San Marcello.
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