Proteste
In Comunità montana daccordo a prescindere dagli schieramenti
Il Comune unico non ha avversari
Sauro Romagnani
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Giuseppe Montagna ex sindaco di Abetone 2 MINUTI DI LETTURA
SAN MARCELLO. I tempi sembrano essere maturi. Spinti da necessità irrimandabili, i comuni montani discutono il loro futuro. È la Comunità montana la sede dove è avvenuto il confronto delle opinioni riguardo alle possibili revisioni dei confini. In sintesi: Comune unico o Unione di comuni o cosa altro? E quali i Comuni interessati? Dal lungo dibattito, che è stato di grande interesse e con interventi molto qualificati, sembra consolidarsi l'opinione che i quattro comuni montani, Abetone, Cutigliano, Piteglio e San Marcello, potrebbero unirsi. Quali sono le ragioni che suggeriscono questa ipotesi? Diverse, a cominciare dalle loro comuni caratteristiche. «L'Appennino si presenta come un'identità comune derivante dalla sua storia economica, sociale e culturale unitaria - dice il presidente della Comunità montana Carla Strufaldi - è il momento di dimostrare di non essere passivi ed avere il coraggio di fare proposte concrete e coraggiose per avere più autorevolezza e forza nei confronti di chi, davvero, fa calare le scelte dall'alto senza un confronto sul territorio». Nel dibattito molte sono state le considerazioni e le domande formulate. Valerio Sichi si chiede: «I Comuni così come sono corrispondono allo strumento per risolvere i problemi territoriali? I loro confini corrispondono alle attuali esigenze? Già ci sono processi in atto che vedono la perdita in montagna dell'Azienda per il turismo, e molti indici ci dicono che anche la Comunità montana subirà tagli drastici. Occorre andare rapidamente verso il Comune unico». Giuseppe Montagna, ex sindaco di Abetone e di credo politico opposto, sostiene che «per associare tutte le funzioni previste dalla legge è necessario che i Comuni mettano a disposizione personale e soldi. Data la situazione di ristrettezza economica, la cosa non sarà di facile attuazione. Per questo gli amministratori hanno il dovere di avanzare proposte concrete e credibili che dovranno essere sottoposte alla popolazione». Carluccio Ceccarelli, sindaco di Cutigliano, afferma che si è perduto molto tempo ma ora sembra venuto il tempo della concretezza. Quindi «nessuno, deve cercare la primogenitura dell'idea di associarsi, visto che da destra e da sinistra, oggi, registriamo molte convergenze».
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