Sicurezza
Macchina innovativa che produce cippato
Sauro Romagnani
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Andrea Gaggioli insieme a Lorenzo Fiorineschi con la nuova macchina A destra il cippato prodotto Sperimentata dalla Stern Progetti: basso consumo e migliori risultati
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S.MARCELLO. Ci eravamo visti a maggio di quest'anno dopo il convegno all'auditorium di Pistoia dedicato alle energie sostenibili ed efficienza energetica, dove erano state presentate delle idee circa la sperimentazione a cui stiamo per assistere. Le cose sembrano essere andate molto avanti. Siamo nell'azienda, Stern Progetti srl, insieme all'ingegnere Lorenzo Fiorineschi e due soci Stern, Alessandro Tonarelli e Andrea Gaggioli. L' ingegnere Lorenzo Fiorineschi, ricercatore presso l'Università di Firenze, dipartimento di meccanica e tecnologie industriali, sta predisponendo il prototipo della macchina sperimentale con la quale effettuerà una ulteriore sessione di prova di funzionamento. La macchina, si trova dentro un laboratorio sperimentale, appositamente realizzato dalla Stern Progetti, nella zona industriale dell'Oppiaccio nel comune di San Marcello. La macchina dovrà trasformare il "cippato" fresco in un prodotto solido molto più finemente triturato e, soprattutto, contenente una quantità di umidità notevolmente ridotta. L'operazione dovrà avvenire con un basso consumo di energia rispetto a tutte le macchine di questo genere finora realizzate. Il "cippato" è un prodotto ottenuto nel bosco dalla triturazione grossolana delle piante di legno. Inutile dire che siamo nel settore delle tecnologie riguardanti le fonti rinnovabili di energia. L'intento di questa sperimentazione è lo sfruttamento, al meglio, delle risorse naturali del bosco del territorio montano di cui la nostra zona è particolarmente dotata. Tonarelli allora siamo arrivati alla fase finale? «Come sperimentazione siamo ad un buon punto, i risultati sono andati oltre ogni rosea aspettativa. L'ing. Fiorineschi ha fatto un ottimo lavoro. Ha ottimizzato il prototipo in ogni sua parte. Ha installato sofisticati strumenti di controllo che ci permettono di registrare i risultati conseguiti. Tra qualche momento potrete vedere la macchina in funzione». Ing. Fiorineschi quali sono concretamente i risultati conseguiti? «Diversi. Il primo è interessante e innovativo. Con questo metodo si è ridotto considerevolmente il consumo di energia, oltre il 50%, per ottenere una tonnellata di materiale finemente triturato. Non è cosa trascurabile». Inoltre? «Siamo riusciti a togliere al materiale di partenza una buona percentuale di umidità, senza impiegare fonti esterne di calore». Come ci siete riusciti? «Sfruttando le proprietà meccaniche del trituratore che vedrete in funzione tra un istante». Dopo il caricamento del cippato nella tramoggia, la macchina prende l'avvio e in pochi minuti trasforma una grande quantità di materiale che va a depositarsi nel contenitore d'arrivo. Tutta l'operazione di trasformazione è visibile attraverso piccole telecamere piazzate nei punti strategici del prototipo. Ingegnere la macchina sembra molto veloce, è così? «Sì, ha un'elevata velocità, ma ciò che più interessa è che, se avremo ulteriori finanziamenti, potremo costruire un prototipo trasportabile». Per fare cosa? «Dobbiamo raggiungere l'obiettivo di lavorare il materiale direttamente nel bosco. Perché, vedete, portando via dal bosco il cippato fresco, come ora avviene, con lui portiamo via anche molta acqua che pesa. Vorremmo realizzare una macchina che sia facilmente trasportabile, per esempio, con un trattore. Inoltre una tonnellata di cippato fresco è molto voluminosa e la macchina futura dovrà triturare e essiccare il materiale che, successivamente, potrà anche essere ricompattato. Così facendo tutto l'intero ciclo si ottimizzerà e raggiungerà un'elevata resa economica». Vediamo che la macchina è alimentata da corrente elettrica, e nel bosco l'energia elettrica non c'è. Chi la farà funzionare? «La macchina può essere attaccata alla presa di forza di un trattore». Il materiale così prodotto, quale impiego trova? «Domanda interessante. Si può usare sia nel campo energetico, per produrre tronchetti compressi da ardere. Oppure nel settore della costruzione dei pannelli di truciolato, impiegati in moltissime lavorazioni. Riuscire a fornire, alle industrie di truciolato, materia prima senza umidità consentirà loro enormi risparmi, nel processo di lavorazione». Allora soddisfatto dei risultati ottenuti? «Sì, ma occorre ancora ricerca e soprattutto finanziamenti per passare dal prototipo a modelli commercializzabili».
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