Sicurezza
«Aids, manteniamo alta la guardia»
Michele Galardini
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Giuseppe Iraci presidente del Gruppo Incontro Iraci parla dell'esperienza pilota del Gruppo Incontro
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PISTOIA. Istituita nel 1988, sette anni dopo la diagnosi del primo caso nel mondo, la giornata mondiale contro l'Aids si ripresenta oggi per combattere in parte la poca attenzione concessa dai media negli anni in cui, lungi dall'esser stato vinto, il virus ha continuato a mietere vittime. In tutto il mondo, almeno per un giorno, si parlerà di prevenzione e cura, e molte associazioni italiane rivendicheranno il lavoro svolto in questi anni lontano dai riflettori. Tra queste il "Gruppo incontro" di Pistoia, presieduto dal dott. Giuseppe Iraci, è da sempre considerato un'eccellenza a livello nazionale per quanto riguarda l'assistenza ai malati, la prevenzione e il sostegno alle strutture pubbliche. Un primato che a Pistoia, secondo il presidente del consiglio comunale Marco Vettori, «non viene assolutamente valorizzato». È stato proprio il presidente Vettori, assieme al presidente del consiglio provinciale, Silvano Calistri, a ricevere ieri mattina direttamente dalle mani del dott. Iraci, la busta contenente i nastrini rossi simbolo della lotta al virus che dovranno poi essere distribuiti a tutti i consiglieri. In una lettera aperta dal titolo "manteniamo alta la guardia" Iraci ha voluto riassumere 25 anni di lotta all'Aids, dal primo screening effettuato dai dottori Gallo e Montagnier nel 1985 fino al 1994, anno in cui si registrò il picco massimo di persone affette dal virus dell'Hiv, per finire ai giorni nostri, in cui la trasmissione non avviene più per via endovenosa ma in grandissima parte tramite rapporti sessuali non protetti. «In questi anni - racconta il dott. Iraci - abbiamo conosciuto e curato 1300 persone, accogliendole negli stessi spazi dove già venivano curate le altre patologie. Nel corso degli anni in molti ci hanno chiesto il perché di tale scelta, "perché non create un reparto apposito per i sieropositivi?" domandavano. Da parte nostra c'è sempre stata la volontà di non stigmatizzare una persona a causa della sua malattia soprattutto nei molti casi in cui l'Aids si accompagnava ad una situazione di tossicodipendenza che limitava ulteriormente la capacità di reazione del malato». Il lavoro del Gruppo incontro è sempre stato svolto in compartecipazione con la Asl e con il reparto di malattie infettive dell'ospedale di Pistoia, e ad oggi conta 128 posti letto, 30 programmi residenziali, un personale composto da 80 persone e una media di 200 famiglie assistite ogni anno. Un valore aggiunto portato alla città che affonda le radici negli anni '70, come racconta Marco Vettori: «quando nacque la Comunità incontro, all'interno della Breda, dove io lavoravo, venne fuori il primo caso di tossicodipendenza all'interno dell'azienda. Firmammo subito un protocollo che garantiva a tutti questi soggetti il posto di lavoro a patto che seguissero il programma di recupero». Da quegli anni molte cose sono cambiate e lo stesso protocollo è diventato legge. Eppure la comunità conta il maggior numero di casi di doppia diagnosi a livello italiano - casi in cui alla tossicodipendenza si aggiunga un secondo disturbo di natura psichiatrica - come ricorda Giuseppe Giuntoli, direttore sanitario della cooperativa Incontro, e la Toscana è diventata la terza regione per numero di casi di Aids, dietro solo a Lombardia e Lazio. Nell'ambito della Giornata mondiale per la lotta contro l'Hiv, oggi alle 16,30 alla biblioteca San Giorgio si terrà un incontro dedicato alla prevenzione.
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