Attenzione
LA LETTERA
S., un detenuto
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LA LETTERA Noi qui come morti viventi con la paura del domani L'unica cosa che hai in abbondanza è il tempo, il tempo delle attese inutili, l'attesa della visita di qualche familiare, del colloquio con il tuo avvocato... La notte poi è terribile, pensi continuamente fino a che il cervello fa male ed un malessere insopportabile invade il tuo animo... Pensi al ragazzo della cella accanto che si è suicidato per non aver avuto la forza di superare questo stato di disagio continuo... Ti viene paura e preghi silenziosamente piangendo. La verità è che hai paura del momento in cui ti renderanno ancora un uomo libero, ma anche un ex carcerato. Cerchi di aggrapparti alle buone parole dei volontari che periodicamente vengono a trovare i detenuti, alle parole delle Sacre scritture spiegate dal frate francescano che ogni domenica celebra la messa, ma la paura è veramente tanta... Purtroppo nessuno pensa a ricostruire la loro dignità. Una volta fuori, spesso, questi soggetti, lasciati soli, senza lavoro, senza possibilità di ricostruire la propria vita, sono destinati a ricadere... E' giusto applicare pene severe, ma è giusto anche fare tutto il possibile per recuperare chi ha sbagliato, aiutare chi si occupa dei carcerati, creare possibilità di lavoro... Provvedimenti lungimiranti, molto più difficili della miopia di chi preferisce seppellire morti viventi.
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