La manifestazione
«Ora i finiani devono dimettersi»
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Alberto Lapenna, coordinatore provinciale del Pdl pistoiese I coordinatori Pdl replicano alle defezioni
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PISTOIA. «Basta ambiguità, chi decide di intraprendere altre strade sia coerente e lasci gli incarichi». Il coordinatore provinciale del Pdl Alberto Lapenna e il suo vice Alessandro Capecchi reagiscono così alla fuga di esponenti del partito verso il movimento di Fini. I coordinatori spiegano che il Pdl è ufficialmente nato ad aprile 2009. «Per tale semplice ragione - continuano - l'opera di radicamento territoriale era ed è operazione complessa, che a causa della scelta dell'onorevole Fini di costituire prima gruppi autonomi e poi di creare un nuovo partito si è purtroppo bloccata a cavallo della scorsa estate. Era ed è infatti opportuno e doveroso capire, prima a livello nazionale e quindi a livello locale, chi intendesse seguire il presidente della Camera in questa sua avventura politica prima di dar vita ad organismi destinati magari ad essere abbandonati poco dopo dagli stessi che reclamavano di farne parte». «A Pistoia - continua la nota - gli organismi di rappresentanza sono stati creati ovunque ce lo abbiano consentito le norme statutarie e le condizioni locali, ed il coordinamento provinciale non solo si è riunito più volte ma ha affrontato sia il tema delle candidature che quello dei risultati elettorali, impegnandosi anche in manifestazioni pubbliche ed organizzando la prima festa provinciale con ottimo successo. Inoltre la consulta degli eletti, che si riunisce con cadenza periodica, ha già affrontato temi importanti». «Quanto al Comune di Pistoia - dice ancora la nota - essendo un comune superiore a 30.000 abitanti, la scelta del Coordinamento comunale è di competenza regionale ed in assenza del relativo via libera, ciò ha bloccato, per ragioni di opportunità ed equilibrio, le scelte relative al gruppo unico in Comune; dove peraltro, avendo votato nel 2007, i consiglieri sono stati eletti con i vecchi simboli e liste distinte, e questo ha consentito al centrodestra - senza che nessuno sino ad oggi si stracciasse le vesti - di avere più possibilità di parlare in consiglio ed una maggior rappresentanza nella conferenza dei capigruppo». Detto questo, i coordinatori chiedono «a coloro che intendono seguire un altro percorso politico, di chiaro stampo neo centrista, proporzionalista e antiberlusconiano, di dimettersi dagli incarichi e dai ruoli ricoperti grazie al consenso raccolto da Forza Italia e An prima e dal Pdl poi, perché appare davvero poco rispettoso dei cittadini lo spettacolo offerto da chi - parandosi dietro valutazioni superficiali ed in assenza di qualunque contraddittorio - intende lasciare ogni responsabilità agli altri e tenersi solo meriti e visibilità raccolti grazie a Berlusconi».
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