Il Tirreno

Pistoia

LETTERE E INTERVENTI

Licia Marrassini Niccoli

4 MINUTI DI LETTURA





DIRITTO DI REPLICA Assunta non per nepotismo ma per meriti professionali  In relazione alla recente approvazione da parte della giunta comunale del regolamento in materia di vincoli parentali, mi colpisce il tenore dell'articolo del Tirreno: si continua a parlare di nepotismo e non di vincoli di parentela; si dice espressamente che alla base di questa norma "moralizzatrice" c'è l'intento di bandire "anche il sospetto di una qualunque relazione di favore tra capo e sottoposto"; si procede ulteriormente stabilendo che d'ora in poi ad una scrivania del Comune di Pistoia "ci si dovrà sedere soltanto per meriti professionali e non familiari".  Si riporta poi la giusta esultanza del consigliere comunale Andrea Betti (Idv) che tanto si è impegnato in questa battaglia già a partire dal maggio 2009, allorché sempre sulle pagine del Tirreno apparve un articolo che affrontava la problematica del (di nuovo) nepotismo nel Comune di Pistoia facendo riferimento ad un dirigente e ad un funzionario che lavoravano all'interno dello stesso Servizio comunale, quindi caso facilmente identificabile da molti lettori con nome e cognome. Considerato che la sottoscritta non è entrata nel Comune di Pistoia per nepotismo, e che i meriti professionali della stessa sono incontrovertibili, ma sopratutto documentati ed accertabili in qualunque momento, come incontrovertibile è una qualsiasi assenza di favori, non posso che notare un certo accanimento nei miei confronti. Fra l'altro, all'ingresso dell'edificio di via Santa, dove lavoro, qualcuno si è premunito anche di affiggere l'articolo del Tirreno. Lucia Vannucchi funzionario u.o. elettorale e sorella della dirigente del Servizio demografico  Maria Paola Vannucchi VIABILITÀ 1 Inadempienze ed errori nei lavori sulla Fiorentina  Io che abito sulla via Fiorentina, e conseguentemente sono abituato alla pazienza per la trascuratezza che l'amministrazione ha sempre dimostrato per la nostra zona, mi trovo costretto a segnalare le inadempienze e le scelte gravemente penalizzanti per la viabilità su questa strada.  In primo luogo, per aprire la rotonda vicino allo Sperone, che dovrà collegare alla rotonda di S. Agostino e alla strada del Vecchio casello, si è tenuta chiusa la strada per un mese (un paio di operai con mestola e paiola avrebbero sicuramente fatto prima).  Ora, a distanza di quasi tre anni dall'apertura della rotonda, non sono ancora stati aperti i collegamenti previsti e già quasi pronti. Nella rotonda aperta manca l'illuminazione, con grave pericolo nelle ore notturne.  Ultimo, ma non certo per importanza, il fatto che tra tutti i problemi di viabilità di Pistoia l'ultimo nodo affrontato è quello del Fagiolo e, oltre ciò, la soluzione scelta probabilmente non porterà miglioramenti sul traffico della via Fiorentina e comporterà aggravamenti sul tratto Nuova Pratese-autostrada e sulla rotonda della Vergine, in quanto verranno convogliati insieme traffici di direzione diversa che era molto meglio se venivano tenuti separati.  Io credo che se negli anni si sono trovati i fondi per le varianti della Lucchese e di via Montalbano, per la rotonda della Vergine, per il sottopasso della stazione ecc. si dovevano trovare anche per il Fagiolo.  Ritengo anche che la mancata illuminazione della rotonda e il fatto di aver tenuto chiusa la strada per un mese possa anche avere una rilevanza penale per cui invio la presente anche alla procura della Repubblica. Sergio Poli VIABILITÀ 2 Mai realizzata l'aiola a verde prevista dal progetto  Da 15 anni abito con mio marito in via dei Gonfiantini, a Pistoia. La strada è senza sfondo e quindi silenziosa e tranquilla in quanto vi transitano solo i veicoli dei pochi residenti. Tuttavia esigenze superiori di viabilità pubblica hanno recentemente compromesso la tranquillità della zona.  A settembre è stato, infatti, aperto un tratto di strada ad alto scorrimento che proviene dal raccordo della superstrada Pontelungo-Porta Lucchese e confluisce in via Gonfiantini, sboccando proprio di fronte alla mia casa.  Già da prima della sua realizzazione, mi ero interessata dell'opera consultando i relativi progetti presso il competente ufficio comunale. In quel frangente avevo constatato che la mia proprietà sarebbe stata in qualche modo protetta dal flusso del traffico da un'aiola a verde delimitata da un cordolo di cemento.  Al contrario, però, l'aiola non è stata realizzata come da progetto, risultando in gran parte sostituita da una zona di "zebratura", ovvero da semplici strisce bianche disegnate sull'asfalto che certo non offrono la stessa protezione dal flusso dei veicoli.  Mi sono recata più volte in Comune per chiedere come mai non si fosse rispettato il progetto originale, ma mi sono sempre scontrata contro un muro di sufficienza e perfino d'ironia che - ritengo - mai la pubblica amministrazione dovrebbe usare nei confronti dei cittadini, specialmente quando chiedono civilmente conto della violazione dei propri interessi legittimi.

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