Il Tirreno

Pistoia

«L'Asl offende i medici di famiglia»

Beppino Montalti segretario del sindacato Fimmg Sotto il direttore generale dell’Asl Scarafuggi
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Beppino Montalti segretario del sindacato Fimmg Sotto il direttore generale dell’Asl Scarafuggi

Liste di attesa, Montalti polemico con il direttore generale Scarafuggi

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 PISTOIA. Liste di attesa troppo lunghe? Colpa dei medici di famiglia e dei cittadini ha spiegato nei giorni scorsi il direttore generale dell'Asl3 Alessandro Scarafuggi. Un'accusa che però i medici di famiglia non sono disposti ad accettare.  «Tale affermazione - replica Beppino Montalti, nella sua veste di segretario provinciale delle Federazione dei medici di medicina generale - offende e umilia tutti i medici di medicina generale. Oltretutto rappresenta una sorprendente inversione di tendenza riguardo ad affermazioni scritte e orali che lo stesso direttore generale avrebbe fatto in incontri e colloqui personali avuti recentemente».  Montalti ribatte che semmai i medici di famiglia, insieme ai loro assistiti, sono vittime dell'atteggiamento di rinuncia della Sanità pubblica ad investire in mezzi e risorse nel settore della diagnostica.  «Forse qualcuno ritiene che lunghe liste di attesa incentivino i cittadini a ricorrere a prestazioni di diagnostica presso strutture private. Questo atteggiamento è senza dubbio molto più ipocrita e gesuitico dell'introduzione di nuovi ticket sulle prestazioni diagnostiche, sopratutto per gli inevitabili risvolti elettorali».  Montalti poi analizza con timore l'avvio del "cronic care model", paventando la mancata destinazione di nuove risorse ai medici di famiglia.  «Se i medici di famiglia dovessero prendersi cura in modo più puntuale dei pazienti cronici, scaricando l'ospedale di prestazioni "improprie", se dovessero inoltre continuare a ricevere i normali pazienti, se dovessero farlo "lesinando" sulle prescrizioni dei farmaci per far rientrare il deficit delle Asl, sicuramente non creato dalle loro prescrizioni, se alla fine dovessero fare anche le ecografie ai loro pazienti durante la visita, tutto ciò sarebbe veramente insopportabile».  «Non è possibile - conclude il segretario della Fimmg - togliere compiti alle strutture ospedaliere per darle alla medicina generale territoriale, senza investire adeguate risorse nel nuovo modello».

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