Il Tirreno

Pistoia

I testimoni: «Al Cis sapevano tutto»

M.D.
Prosegue il processo sull’ inceneritore di Montale
◗
Prosegue il processo sull’ inceneritore di Montale

Confermata dal direttore e da un tecnico dell'Idroconsult la tesi della procura

3 MINUTI DI LETTURA





 PISTOIA. I testimoni chiamati a deporre ieri mattina davanti al giudice hanno confermato la tesi accusatoria del pm: sapevano. Il responsabile del funzionamento, fin dal 6 giugno 2007, e dal 27 dello stesso mese anche il responsabile dell'impianto. Eppure, nonostante i dati delle analisi - eseguite dal laboratorio privato di cui il Cis si serviva da dodici anni - dicessero che le emissioni di diossina e furani erano ben al di sopra dei limiti di legge, l'inceneritore di Montale aveva continuato a funzionare fino al primo pomeriggio del 21 luglio successivo.  Uno dei punti cardine, questo, delle accuse che la procura della Repubblica ha mosso, chiamandoli in giudizio, contro Giorgio Tibo, l'allora presidente del consiglio di amministrazione del Cis (la società che gestisce il termovalorizzatore), e Maurizio Capocci, tuttora responsabile del funzionamento dell'impianto.  Emissione di diossine e furani oltre i limiti previsti dalla legge, le accuse. Ma non solo. C'è, appunto, anche quella di aver mantenuto in funzione l'impianto pur essendo a conoscenza che stava diffondendo nell'atmosfera sostanze altamente inquinanti.  I fatti risalgono al maggio-luglio 2007. Le analisi effettuate dall'Agenzia regionale per l'ambiente sui campioni prelevati il 3 maggio 2007 avevano evidenziato che il valore massimo delle emissioni (0,1) era stato di gran lunga superato, arrivando a 0,6. Così come anche le analisi sui campioni prelevati il 17 luglio successivo confermarono uno sforamento: 0,3. Sforamenti, in entrambi i casi, furono rilevati anche per i furani.  La procura sostiene che l'impianto fu mantenuto in funzione fino alle ore 14 del 21 luglio sebbene Capocci e Tibo (attraverso Capocci e Marchiani) fossero venuti a conoscenza dello sforamento il 6 giugno, il 27 giugno e il 12 luglio precedenti.  Tre date, queste ultime, che fanno riferimento ai momenti in cui l'Idroconsult, il laboratorio privato di cui si serviva il Cis per analizzare le emissioni dell'inceneritore, mise a conoscenza dei dati sugli sforamenti i responsabili dell'inceneritore.  A deporre, ieri mattina, sono stati chiamati un tecnico del laboratorio, Gianluca Sacchi, e il direttore, Artur Alexanian. E' stato soprattutto il primo a fornire la maggiore precisione sulle date. Le analisi sui prelievi del 3 maggio 2007 furono terminate il 6 giugno. «Dati mai venuti fuori in quindici anni - ha spiegato - Chiamai subito il signor Capocci. Era circa mezzogiorno. Subito dopo pranzo, arrivò. Mi chiese di ripetere le analisi, per avere la certezza del risultato». Sacchi ha spiegato al giudice che quei dati erano già attendibili, ma il laboratorio assecondò la richiesta del cliente. E il 27 giugno arrivarono i nuovi risultati: identici. «Ho chiamato Capocci e l'ho invitato a venire subito in sede».  E, come confermato da Alexanian, in sede arrivarono Capocci e Gabriele Marchiani. Quest'ultimo, chiamato a testimoniare in una precedente udienza, aveva invece dichiarato di ricordarsi di essere venuto a conoscenza dei dati sugli sforamenti solo attraverso la relazione fatta recapitare dal laboratorio al Cis un paio di settimane dopo (il 12 luglio). Comunque, Alexanian, Sacchi, Marchiani e Capocci si sedettero attorno al tavolo di un bar per un caffè per parlare dei dati e delle possibili cause degli sforamenti.  «Noi abbiamo comunicato i dati, le decisioni sul da farsi le doveva prendere il Cis» ha detto Alexanian.  Come accennato, il 12 luglio successivo, una dottoressa del laboratorio portò a mano al Cis la relazione sulle analisi. Relazione che però il Cis rimandò indietro: per farne una unica con quella che sarebbe seguita ai prelievi già in programma per il 17 luglio successivo, spiegò l'azienda.  Prossima udienza del processo, il 31 gennaio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa