Il Tirreno

Pistoia

Berti: «Sarà rivista l'ordinanza anti-movida»

Saverio Melegari
Paola Russo
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Paola Russo

Annunciate meno restrizioni. Le richieste di commercianti e residenti

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 PISTOIA. «Non c'è la ricetta perfetta ma ci sarà da rivalutare l'ordinanza anti-movida».  Le parole sono del sindaco Renzo Berti ed è senz'altro un passo in avanti nel dialogo fra amministrazione comunale, associazioni di categoria e residenti del centro storico per arrivare ad una soluzione condivisa dopo l'ordinanza anti-movida dello scorso agosto.  Questo è uscito dall'assemblea pubblica organizzata giovedì sera in Sala maggiore di Palazzo Comunale dai Verdi al quale sono intervenuti anche rappresentanti di cittadini ed esercenti della Sala.  «Nell'immediato - afferma il sindaco Berti - l'ordinanza ha fatto capire che era l'ora di smettere con gli eccessi. In vista dell'estate 2011 dobbiamo percorrere due strade: la prima è quella di depurare il provvedimento dagli elementi limiti come la rilevazione dei rumori da parte degli esercenti ed il paradosso che nemmeno la media distribuzione non possa vendere alcool in bottiglia; poi aprire un tavolo di discussione con tutti i soggetti».  L'altro aspetto emerso dalla serata per dare una immagine diversa di piazza della Sala è quello di promuovere più eventi musicali e non limitarsi soltanto a vendere birra.  «Vogliamo che la Sala - spiega Paola Russo, titolare della cantina Tito's - diventi un punto di riferimento per i giovani artisti musicali pistoiesi, rispettando ovviamente tempi e regole della civile convivenza». E se Confcommercio chiede a gran voce di far chiudere i locali alle 2 e non all'1 come dice l' ordinanza, i proprietari del "Gargantuà" continuano a chiedere l'installazione in tempi brevi di un bagno pubblico in piazza della Sala che possa consentire a chiunque di fare i propri bisogni piuttosto che sui muri o dentro i portoni. E chi ci abita cosa vuole? «Non vogliamo fare la guerra ai giovani - afferma Lisetta Bongi, residente sulla Sala - ma non siamo fantasmi. Ci vogliono più controlli e soprattutto capire se quel comparto può tollerare altre aperture di locali notturni. Ai ristoratori invece chiediamo solo di non fomentate le rivolte, come già successo perché possono esserci aspetti pericolosi dal punto di vista dell'ordine pubblico». C'è da fare in fretta, perché la primavera non è poi così lontana.

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di Redazione web