Sicurezza
Il leader di Forza Italia in Comune spiega perché ha deciso di aderire al movimento di Gianfranco Fini
Bartolomei: Pdl oligarchico, ora basta
«Nessun confronto, nessun dialogo. Si decide tutto in Valdinievole»
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PISTOIA. In due giorni ha ricevuto centinaia tra telefonate, sms ed email. Molti solidarizzano, ma c'è chi lo critica in modo pesante. Alessio Bartolomei, 42 anni, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, ha annunciato la sua adesione a Futuro e Libertà. L'abbandono del Pdl da parte di Bartolomei, politico tra i più popolari in città, non poteva del resto passare sotto silenzio.
«Ho dato la mia adesione - spiega ora lui - ad un percorso politico alternativo al Pdl ufficiale, dopo aver tentato invano di cambiare le cose dall'interno. Il Pdl gestito da Denis Verdini morirà piuttosto che diventare un partito libero e democratico. Il mio gesto vuol essere un ultimo, estremo grido di dolore verso il Pdl». Cos'ha che non va il Pdl? È un partito oligarchico, dove gli spiriti liberi e non adusi alla cortigianeria non trovano spazio. E dove non c'è modo di discutere. Esempi?
Dopo le ultime amministrative, che secondo me sono andate malissimo, non ci siamo neanche riuniti per analizzare il voto. E i gruppi al consiglio comunale di Pistoia? Sono ancora Forza Italia e An, separati, perché non si è riusciti a convocare una sola riunione per avviare la fusione nel gruppo Pdl. E questo come mai? Perché un ragionamento del genere avrebbe disturbato la conventio ad excludendum che governa il Pdl pistoiese. Il partito è controllato dalla Valdinievole, da dove provengono il coordinatore Lapenna e il consigliere regionale Benedetti. E non si vuole che l'area pistoiese acquisti compattezza. E poi c'è la questione del congresso... Non va bene neanche il congresso? Anzi, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Le assise comunali, dove votano gli iscritti, non sono state ancora convocate. Al contrario, hanno convocato quelle provinciali e regionali, dove votano gli eletti, con un peso maggiore per parlamentari nazionali e regionali. Cioè quelli che, grazie alle leggi elettorali, non sono che dei nominati. Quindi, vista l'impossibilità di proseguire nel Pdl, ha scelto di passare con Fini. Ma è legittimo cambiare bandiera così per un eletto?
Manifestando interesse verso il Fli (Futuro e libertà, ndr) non credo di aver tradito il mandato che ho ricevuto dagli elettori, perché il Fli è per adesso un percorso, non ancora un partito e fa riferimento alla medesima base elettorale del Pdl. Capirei questa obiezione se avessi optato per la Lega Nord o l'Udc. Comunque non esistono scelte senza ritorno. Qualora nascesse un nuovo grande partito con nuova classe dirigente, che applichi realmente metodi democratici, insomma quando ci saranno davvero le premesse per creare un grande partito moderato, allora questo certamente mi interesserebbe.
Spero che Fli possa essere tutto questo. E in consiglio comunale? Costituirà un gruppo autonomo? No, per il momento rimango nel gruppo di Forza Italia. Attendo di avere un confronto con i colleghi del gruppo e con i dirigenti del Pdl. Sono pronto ad uscire dal gruppo, se me lo chiedessero lo capirei, ma un minuto dopo che sono uscito per coerenza, bisogna che costituiscano finalmente il gruppo unico Pdl. Ma lei, dichiaratamente filo-berlusconiano, come fa a stare con Fini, che del Cavaliere è oggi uno degli avversari giurati? Stimo ancora Berlusconi e se il Fli facesse cadere il governo sarei in grossa difficoltà a rimanere.
Ma il problema non è Berlusconi, è il partito, questo Pdl che lo stesso leader ha criticato di recente. E io non sono certo il solo a criticarlo. Lo fanno molti altri dirigenti locali e anche nazionali come Biondi o Chiara Moroni. Il coordinamento provinciale del Pdl chiede di rinunciare agli incarichi... Io sono solo membro del coordinamento provinciale, incarico ricevuto da Alberto Lapenna, nelle cui mani adesso lo rimetto. Cambierà qualcosa nel suo impegno in consiglio comunale all'opposizione della giunta Berti? Assolutamente nulla, anzi.
«Ho dato la mia adesione - spiega ora lui - ad un percorso politico alternativo al Pdl ufficiale, dopo aver tentato invano di cambiare le cose dall'interno. Il Pdl gestito da Denis Verdini morirà piuttosto che diventare un partito libero e democratico. Il mio gesto vuol essere un ultimo, estremo grido di dolore verso il Pdl». Cos'ha che non va il Pdl? È un partito oligarchico, dove gli spiriti liberi e non adusi alla cortigianeria non trovano spazio. E dove non c'è modo di discutere. Esempi?
Dopo le ultime amministrative, che secondo me sono andate malissimo, non ci siamo neanche riuniti per analizzare il voto. E i gruppi al consiglio comunale di Pistoia? Sono ancora Forza Italia e An, separati, perché non si è riusciti a convocare una sola riunione per avviare la fusione nel gruppo Pdl. E questo come mai? Perché un ragionamento del genere avrebbe disturbato la conventio ad excludendum che governa il Pdl pistoiese. Il partito è controllato dalla Valdinievole, da dove provengono il coordinatore Lapenna e il consigliere regionale Benedetti. E non si vuole che l'area pistoiese acquisti compattezza. E poi c'è la questione del congresso... Non va bene neanche il congresso? Anzi, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Le assise comunali, dove votano gli iscritti, non sono state ancora convocate. Al contrario, hanno convocato quelle provinciali e regionali, dove votano gli eletti, con un peso maggiore per parlamentari nazionali e regionali. Cioè quelli che, grazie alle leggi elettorali, non sono che dei nominati. Quindi, vista l'impossibilità di proseguire nel Pdl, ha scelto di passare con Fini. Ma è legittimo cambiare bandiera così per un eletto?
Manifestando interesse verso il Fli (Futuro e libertà, ndr) non credo di aver tradito il mandato che ho ricevuto dagli elettori, perché il Fli è per adesso un percorso, non ancora un partito e fa riferimento alla medesima base elettorale del Pdl. Capirei questa obiezione se avessi optato per la Lega Nord o l'Udc. Comunque non esistono scelte senza ritorno. Qualora nascesse un nuovo grande partito con nuova classe dirigente, che applichi realmente metodi democratici, insomma quando ci saranno davvero le premesse per creare un grande partito moderato, allora questo certamente mi interesserebbe.
Spero che Fli possa essere tutto questo. E in consiglio comunale? Costituirà un gruppo autonomo? No, per il momento rimango nel gruppo di Forza Italia. Attendo di avere un confronto con i colleghi del gruppo e con i dirigenti del Pdl. Sono pronto ad uscire dal gruppo, se me lo chiedessero lo capirei, ma un minuto dopo che sono uscito per coerenza, bisogna che costituiscano finalmente il gruppo unico Pdl. Ma lei, dichiaratamente filo-berlusconiano, come fa a stare con Fini, che del Cavaliere è oggi uno degli avversari giurati? Stimo ancora Berlusconi e se il Fli facesse cadere il governo sarei in grossa difficoltà a rimanere.
Ma il problema non è Berlusconi, è il partito, questo Pdl che lo stesso leader ha criticato di recente. E io non sono certo il solo a criticarlo. Lo fanno molti altri dirigenti locali e anche nazionali come Biondi o Chiara Moroni. Il coordinamento provinciale del Pdl chiede di rinunciare agli incarichi... Io sono solo membro del coordinamento provinciale, incarico ricevuto da Alberto Lapenna, nelle cui mani adesso lo rimetto. Cambierà qualcosa nel suo impegno in consiglio comunale all'opposizione della giunta Berti? Assolutamente nulla, anzi.
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