Toscana
Una folla commossa ha assistito al funerale
Gianfranco Sgherri, una vita al servizio degli altri
Sauro Romagnani
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Gianfranco Sgherri (a sinistra) e il gonfalone dellassociazione al funerale di ieri pomeriggio 2 MINUTI DI LETTURA
BARDALONE. Ieri si sono svolti i funerali di Gianfranco Sgherri, il segretario della Pubblica Assistenza di Campotizzoro, Bardalone e Pontepetri morto nei giorni scorsi dopo una malattia. Una folla, commossa, enorme, l'ha accompagnato prima alla cerimonia funebre nella chiesa di Bardalone e poi al cimitero. Toccanti le parole commemorative preparate, a nome del consiglio della Pubblica Assistenza dal presidente Elio Penna, che visibilmente commosso, ha lasciato il compito al vice Bracali di leggerle ai numerosissimi presenti: «Possiamo solo dirti grazie e sappiamo che non può bastare, anche se quello che hai sempre fatto faceva parte della tua grande solidarietà e umanità...» Toccanti anche le parole del celebrante, don Domenico Fini. C'era una gran commozione e sentita era la partecipazione tanto in chiesa e all'uscita. Sono stati tantissimi gli amici e i conoscenti che hanno dato l'ultimo saluto a Gianfranco. Gianfranco Sgherri fu eletto segretario della Pubblica Assistenza nel 1983 e non ha mai lasciato la carica. Ricordare le persone, che hanno lavorato per così lungo tempo per una organizzazione volontaria, è veramente difficile. Ricordare poi Gianfranco, specialmente per chi l'ha ben conosciuto e con lui condiviso molti avvenimenti, lo è ancora di più. Rammento volentieri alcuni tratti caratteristici della sua personalità. Più volte Gianfranco è stato sollecitato dal consiglio della Pubblica assistenza perché accettasse la carica di presidente e sempre ha opposto un deciso rifiuto dichiarando di sentirsi molto più utile in quella di segretario. E questo è il tratto essenziale dell'uomo. E' stato infaticabile, sempre presente, disponibile, equilibrato, riservato, generoso e un po' "bubbolatore". Questo era l'appellativo con cui, scherzosamente, gli amici lo definivano, perché quasi sempre aveva da ridire sulle cose fatte e che, a suo dire, si sarebbero potute fare meglio. Gianfranco era nato a San Marcello nel 1939 e dopo aver frequentato le scuole di avviamento professionale a San Marcello era entrato a lavorare, con la qualifica di operaio, in una azienda metalmeccanica di Campo Tizzoro. E' successivamente passato alle dipendenze della Smi. Qui è rimasto per otto anni e mezzo fin quando ha lasciato dopo aver vinto un concorso indetto dalle Poste Italiane. Si era sposato con Mirella Tognarini, con la quale ha avuto due figli Moreno e Beatrice. Con diversi incarichi è rimasto dipendente postale, per 31 anni, fino all'età di pensionamento. Viveva a Bardalone.
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