Sicurezza
Sostegno, arrivano i rinforzi
Marta Quilici
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Paola Milaneschi e lelementare di via Torino A fianco dei docenti cinque educatori assunti dal Comune
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QUARRATA. Da ieri in classe cinque educatori per insegnare l'italiano ai bambini stranieri e per aiutare gli alunni italiani in difficoltà. Il progetto di sostegno linguistico e cognitivo del Comune andrà ad integrare il lavoro degli insegnanti di sostegno incaricati annualmente dal ministero alla Pubblica istruzione. Quest'anno gli educatori selezionati sono stati cinque, uno in più dell'anno scorso: «La richiesta aumenta -spiega l'assessore all'istruzione Paola Milaneschi - ma non perché aumenta il disagio, ma perché i tagli della riforma hanno prodotto, ad esempio, l'eliminazione delle ore di compresenza, momento fondamentale per il sostegno dei bambini in difficoltà». È stata pubblicata lo scorso 14 ottobre la graduatoria del bando pubblico indetto dal Comune per la selezione degli educatori. Delle quattordici persone che si erano presentate, ne sono state selezionate cinque: tutte donne e tutte molto giovani, dai 29 ai 36 anni, ma con una forte esperienza alle spalle. Ieri gli educatori hanno conosciuto alcuni dei bambini con cui condivideranno il percorso scolastico fino alla fine dell'anno: si tratta di circa cinquanta alunni, sia delle scuole elementari che medie, di cui una trentina stranieri. Il lavoro degli educatori si dividerà in due attività principali: l'insegnamento dell'italiano ai bambini stranieri e il sostegno agli alunni italiani con problematiche comportamentali, psicologiche o di disagio familiare. «È molto frequente - spiega l'assessore Milaneschi - che nelle classi arrivino bambini stranieri che non conoscono una parola di italiano e a volte questo accade anche ad anno scolastico in corso. Per loro è impossibile seguire la lezione e l'insegnante spesso non riesce a seguirli a sufficienza. Nelle ore di compresenza, essendoci in classe due insegnanti, il sostegno ai bambini con difficoltà era più semplice. Ma con la riforma del governo, l'ora di compresenza non c'è più e risulta necessaria la presenza di un educatore specifico. Del resto gli insegnanti di sostegno mandati dall'Ufficio scolastico sono occupati sui casi di grave disabilità cognitiva o fisica riconosciuta. Gli educatori, invece, si occupano dei ragazzini che hanno un disagio o una condizione di svantaggio temporaneo». Il progetto è promosso dal Comune e cofinanziato dalla Provincia attraverso il Piano integrato di area, che gode anche di fondi regionali. Gli educatori svolgono circa quindici ore settimanali ciascuno nelle scuole elementari e (soprattutto) medie del territorio, per un totale di 450-500 ore di intervento complessivo nell'arco di un anno. La loro attività durerà, per una prima fase, fino alle vacanze di Natale, periodo in cui viene svolto il lavoro più intenso in modo da far integrare in breve tempo i bambini nel contesto-classe. Verrà poi fatta una verifica per valutare i casi in cui si renderà necessario proseguire con il sostegno. A quel punto il lavoro continuerà fino a Pasqua.
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