Il Tirreno

Pistoia

In manette i finti agenti segreti

Massimo Donati
Nella foto in alto il capitano Lino Addis comandante del Nucleo investigativo illustra l’operazione
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Nella foto in alto il capitano Lino Addis comandante del Nucleo investigativo illustra l’operazione

Anni di ricatti e promesse da centinaia di migliaia di euro

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PISTOIA. Si spacciavano per agenti dei servizi segreti, a volte per magistrati, o giornalisti. Millantando posizioni di potere e conoscenze promettevano favori, insabbiamenti, ma, assai più spesso, ricattavano, minacciavano danni irreparabili per estorcere denaro alle vittime di turno, magari dopo essere stati loro stessi a metterle in situazioni "delicate" che non sarebbe stato saggio rendere pubbliche. In due, tre anni di attività, la mente della banda - un imprenditore di Pistoia di 47 anni - sarebbe riuscito a mettersi in tasca un milione di euro. Per non parlare dei soldi estorti ma spesi via via per mantenere in efficienza il "sistema", come, con un linguaggio da spy-story, i componenti della banda definivano la propria organizzazione. Un giro d'affari da centinaia di migliaia di euro, che ha portato degli insospettabili incensurati a trasformarsi in criminali, a far diventare il loro nuovo lavoro ciò che forse all'inizio era iniziato come un pericoloso gioco di spie. A mettere fine alle loro avventure da 007 ci hanno pensato i carabinieri della Sezione di polizia giudiziaria della procura e del Nucleo investigativo del comando provinciale. Un'attività investigativa nata lo scorso maggio e che ha portato all'arresto di quattro persone: il 47enne imprenditore di Pistoia, mente della banda; un 39enne bancario di Larciano; un 28enne esercente di Pistoia; un 32enne commerciante di Larciano con un negozio ad Agliana. I primi due, già dietro le sbarre, rispettivamente, dal 2 agosto e dal 19 giugno, sono stati raggiunti in carcere da nuove ordinanze di custodia cautelare sabato scorso. Nuove accuse per altri episodi di estorsione nel frattempo accertati sulle quali, martedì, i due sono stati interrogati in carcere dal pm titolare dell'inchiesta, Francesco Sottosanti, e dal gip del tribunale Matteo Zanobini. Nuova ordinanza cautelare (arresti domiciliari) anche per l'esercente di Pistoia: in carcere dal 19 giugno, da luglio aveva ottenuto i domiciliari. Il commerciante invece è attualmente sottoposto al solo obbligo di dimora, dopo essere stato agli arresti domiciliari, accusato solo della prima estorsione scoperta dai carabinieri, quella che aveva dato il via alle indagini.  Altri due componenti della banda - pistoiesi di 32 e 33 anni - sono stati denunciati a piede libero.  Lo scorso giugno, un giovane pistoiese, studente universitario, aveva presentato una denuncia alla Sezione di pg dei carabinieri: aveva subìto una richiesta di 3500 euro per "aggiustare", se non addirittura bloccare, grazie a millantate conoscenze tra forze di polizia e magistratura, una querela presentata nei suoi confronti da una ragazza per una violenza sessuale che sosteneva di aver subito pochi giorni prima a Firenze. Con il giovane i carabinieri avevano concordato un incontro per la consegna del danaro, nei pressi della stazione di Pistoia. Intascati i soldi, il bancario e l'esercente erano stati bloccati e arrestati. Le indagini avevano permesso di acquisire per tale episodio elementi di prova a carico di altri due componenti (l'imprenditore e il commerciante), raggiunti da ordinanze di custodia cautelare nell'agosto successivo.  Gli accertamenti erano andati avanti, portando alla luce altri episodi. Come quello del maggio scorso. Ad un 30enne commerciante di Prato - sposato e con figli - erano stati chiesti 10.000 euro in cambio della consegna delle foto di un incontro sessuale con una coppia, che altrimenti sarebbero state inviate ai familiari. Una trappola in cui il giovane era caduto: la coppia era costituita da uno degli 007 e da un'amica.

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