Il Tirreno

Pistoia

«Bilancio Asl verso il pareggio»

Fabio Calamati
Veduta aerea dell’ospedale del Ceppo
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Veduta aerea dell’ospedale del Ceppo

Scarafuggi smentisce le voci di un "buco" da 20 milioni

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 PISTOIA. Venti milioni di euro di passivo nei conti dell'Asl 3. È una cifra da paura quella rimbalzata nei giorni scorsi sulla stampa regionale in merito ai conti dell'azienda guidata da Alessandro Scarafuggi. Un buco di bilancio enorme, che confinerebbe Pistoia nell'angolo dei cattivi, insieme alle Asl di Firenze (80 milioni di deficit), Pisa (50 milioni) e Siena (25 milioni). Ma Scarafuggi smentisce: nel 2010 è fiducioso di chiudere in pareggio i conti dell'azienda sanitaria pistoiese. A lanciare l'allarme sullo stato dei conti delle aziende sanitarie toscane, dopo l'esplosione del "caso" Massa, è stato Marco Remaschi, pd, presidente della commissione sanità del consiglio regionale.  Ma le ultime dichiarazioni pubbliche del direttore generale Alessandro Scarafuggi parevano di tutt'altro segno: proprio al Tirreno, Scarafuggi aveva spiegato che il bilancio 2009 dell'Asl pistoiese si era chiuso con 7 milioni di "buco" (invece dei 2 concordati originariamente con la Regione) per l'obbligo di applicare nuovi criteri di calcolo degli ammortamenti negli investimenti, criteri che facevano aumentare a dismisura il peso degli investimenti stessi, abbreviandone il periodo di ammortamento. Dai 7 milioni del 2009 ai supposti 20 del 2010 il passo è lungo...  «In realtà - spiega Scarafuggi - si è trattato di un equivoco che l'assessore regionale alla sanità ha già chiarito. All'inizio di ogni anno la Regione impone a noi aziende sanitarie di fare il bilancio con un ammontare di risorse concordato, spesso sottostimato rispetto alle reali esigenze e alla spesa dell'anno precedente. Quest'anno, per dire, noi a Pistoia avevamo a disposizione in partenza 9 milioni in meno del 2009. Ma non è che la Regione stanzi solo quelle cifre: rimangono rilevanti somme residue da distribuire».  Poi, nel corso dell'anno, ciascuna Asl concorda con la Regione gli aggiustamenti del caso, in base a controlli mensili. Per quanto riguarda Pistoia, gli accordi attuali prevedono che Scarafuggi possa spendere, oltre alle risorse già ricevute, altri 11,5 milioni. «Sarà dura rientrarci - ammette il direttore generale - ma l'obiettivo è quello di chiudere il bilancio 2010 in pareggio».  Rientrato allarme sul maxi-sbilancio, dunque. L'Asl di Pistoia, almeno dal punto di vista economico, non merita di stare tra i cattivi. Del resto lo aveva già certificato la Scuola superiore Sant'Anna, che ogni anno misura la performance delle aziende sanitarie e che per il 2009 aveva promosso i conti di Pistoia.  Stessa valutazione è arrivata qualche mese fa anche dalla Corte dei conti, che ha passato al setaccio i bilanci di tutte le aziende toscane. Rispetto a una valutazione tutto sommato positiva, i magistrati contabili sottolineavano tre punti dolenti: l'alta spesa per medicinali (problema storico della sanità pistoiese), il costo del personale (pesa - si dice - la contrattazione integtativa) e la sottovalutazione degli ammortamenti. Problema, quest'ultimo, che - come detto - l'Asl 3 ha definitivamente superato con il bilancio 2010.

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