Attenzione
La Cgil lancia l'allarme «Con i tagli in Comune servizi e posti a rischio»
In due anni entreranno nelle casse 500mila euro in meno «Un'enormità per un Comune di settemila abitanti»
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S.MARCELLO.Tagli pesanti, che potrebbero comportare non solo sacrifici, ma mettere a rischio i servizi e l'occupazione. L'allarme viene dalla Cgil funzione pubblica, che esprime solidarietà nei confronti ai dipendenti esterni del Comune attaccati dalle accuse, pubblicate su un giornale, di non svolgere bene il proprio lavoro. Il vero problema secondo la Cgil, è la scure della Finanziaria. Per quanto riguarda l'ente montano, i tagli saranno in due anni di ben 500mila euro e per un comune di settemila abitanti è una cifra spaventosa. Una cifra enorme che, seppur spalmata nel biennio 2011-2012, costringerà le amministrazioni locali non solo a stringere ancora di più la cinghia, ma anche a dover mettere in preventivo di cessare alcuni servizi. «La campagna che da oltre due anni il Ministro Brunetta e il governo - scrive Silvia Biagini della Fp Cgil - conducono a scapito del lavoratori del pubblico impiego, concorre sicuramente ad esacerbare una situazione già tragica, e fa perdere di vista i veri problemi che la pubblica amministrazione e i suoi dipendenti dovranno affrontare nei prossimi mesi. Gli ingenti tagli imposti dalla manovra finanziaria estiva, assieme al blocco delle assunzioni, metteranno a rischio i servizi dei Comuni. San Marcello subirà un taglio di circa 500.000 euro (200.000 per il 2011 e 300.000 per il 2012). E' un taglio grandissimo per un comune come San Marcello. E saranno proprio i cittadini a pagarne le spese in modo diretto. Meno risorse significa meno servizi e meno prestazioni alla popolazione che già sta affrontando in questo momento enormi difficoltà anche a causa della crisi economica ed occupazionale. Anche il vicesindaco Luisa Soldati è molto preoccupata dell'arrivo degli imminenti tagli: «I Comuni non saranno più in grado di erogare i servizi. Per farcela probabilmente dovremmo tagliarne alcuni ma allora a che servono le amministrazioni se non possono più erogare i servizi? Si vuole far tornare la gente in pieno stile medioevale. Si vuole distruggere lo stato sociale. Dovremmo, in maniera simbolica riconsegnare le chiavi del municipio al prefetto. Oppure anche noi salire sui tetti come ha fatto a Firenze l'assessore regionale».
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