La manifestazione
Aumento record di poveri
Francesco Albonetti
Pistoia al top toscano, sempre più gli italiani
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PISTOIA. La povertà in Toscana avanza, ma a Pistoia avanza ancora di più. E' quanto si ricava dal dossier sulle povertà in Toscana curato dalla Caritas e relativo al 2009. Fra un mese verrà presentato il dossier dettagliato della Caritas diocesana pistoiese, ma già nel documento toscano è presente un dato netto: gli accessi ai Centro ascolto a Pistoia dal 2008 al 2009 sono passati da 1.227 a 1.757, un incremento di circa il 30% che è il più alto in assoluto nella regione, precedendo Pescia (+ 24%) e Firenze (+13,7%).
Un altro dato significativo, è l'aumento sensibile di italiani che si rivolgono ai Centri ascolto, come conferma il direttore della Caritas Marcello Suppressa. «Gli italiani nel 2009 hanno rappresentato il 45% del totale degli accessi ai Centro ascolto - dice Suppressa - e questa è una percentuale ben superiore, e che va in controtendenza, rispetto alla media regionale, che è intorno al 30%.
Una situazione che deve far riflettere, perché le povertà non sono più appannaggio prevalente degli extracomunitari, ma sono trasversali. La ragione di questa impennata è fortemente legata alla crisi del 2009 e prima parte del 2010. La chiusura delle fabbrica, il fortissimo aumento dei cassaintegrati, ha contribuito a impoverire le famiglie pistoiesi. Basta incrociare questi dati a quelli che il Sunia ha diffuso negli ultimi giorni sull'incremento degli sfratti esecutivi per rendersi conto del malessere diffuso che serpeggia nella nostra città e provincia».
Se negli anni scorsi si parlava di nuove povertà legandole sopratuttto a certe figure particolari, come i pensionati soli, adesso si tratta di famiglie intere che avevano redditi dignitosi e si sono trovati improvvisamente con le spalle al muro perché entrambi o uno dei genitori hanno perso il lavoro. L'aumento di poveri induce i Centri ascolto ad attrezzarsi di un numero sempre maggiore di volontari. «Al centro ascolto diocesano - spiega Suppressa - abbiamo un vero e proprio assalto, con 20-30 persone che mediamente vi si rivolgono ogni giorno.
Si devono dare risposte di carattere assistenziale, come fare la spesa ma anche pagare le bollette o gli affitti. Per fortuna Pistoia è una realtà che dà una buona risposta. Certo occorre lavorare sempre più in rete, cioé insieme istituzioni e privato sociale». Per entrare nel vivo del lavoro degli operatori dei Centri ascolto Caritas, ma anche per capire meglio alcuni fenomeni emersi quest'anno, il dossier toscano ha prodotto una sorta di interviste. Per Pistoia, rispondono le operatrici Sara e Francesca. Perché una così forte crescita di italiani? Domanda l'intervistatore.
«La crisi economica ha colpito sia italiani sia stranieri ma sta provocando i suoi effetti peggiori sulla "fascia grigia" di italiani con lavori saltuari, precari, neocasssintegrati e così via», è la risposta di Sara. Riguardo al cronicizzarsi della povertà, Francesca dice che «la crisi economica si accompagna all'assenza di politiche di emersione dalle difficoltà attuali. Le situazioni si cronicizzano perché manca un sistema che aiuti le persone ad uscire dalle povertà: ovvero, si pratica l'assistenzialismo». Cresce anche l'età media delle persone iscritte al CdA.
«Siamo in una società anziana in cui la crisi economica tocca di più chi ha 50-60 anni - è la risposta di Francesca - che sono fuori dal mercato del lavoro se lo perdono. Inoltre, i giovani si stanno forse abituando alla precarietà, per così dire. I giovani fanno con meno difficoltà lavori interinali rispetto alle persone di una certa età». Le presenze georgiana, bulgara, moldava e ucraina sono quelle maggiormente connotate al femminile.
Si tratta quasi soltanto di donne impegnate nei servizi domiciliari (assistenza anziani, ecc.)? Dice Sara: «Moldave e ucraine ce ne sono parecchie, a Pistoia. È una presenza di donne con visto turistico, ma che lavorano come badanti. Scaduto il visto, tornano in patria o restano come irregolari, lavorando al nero. Ci sono trasporti periodici settimanali, via autobus, che collegano Pistoia con la Moldavia e l'Ucraina, e si tratta di viaggi massacranti, con soste solo ogni otto ore o più».
Un altro dato significativo, è l'aumento sensibile di italiani che si rivolgono ai Centri ascolto, come conferma il direttore della Caritas Marcello Suppressa. «Gli italiani nel 2009 hanno rappresentato il 45% del totale degli accessi ai Centro ascolto - dice Suppressa - e questa è una percentuale ben superiore, e che va in controtendenza, rispetto alla media regionale, che è intorno al 30%.
Una situazione che deve far riflettere, perché le povertà non sono più appannaggio prevalente degli extracomunitari, ma sono trasversali. La ragione di questa impennata è fortemente legata alla crisi del 2009 e prima parte del 2010. La chiusura delle fabbrica, il fortissimo aumento dei cassaintegrati, ha contribuito a impoverire le famiglie pistoiesi. Basta incrociare questi dati a quelli che il Sunia ha diffuso negli ultimi giorni sull'incremento degli sfratti esecutivi per rendersi conto del malessere diffuso che serpeggia nella nostra città e provincia».
Se negli anni scorsi si parlava di nuove povertà legandole sopratuttto a certe figure particolari, come i pensionati soli, adesso si tratta di famiglie intere che avevano redditi dignitosi e si sono trovati improvvisamente con le spalle al muro perché entrambi o uno dei genitori hanno perso il lavoro. L'aumento di poveri induce i Centri ascolto ad attrezzarsi di un numero sempre maggiore di volontari. «Al centro ascolto diocesano - spiega Suppressa - abbiamo un vero e proprio assalto, con 20-30 persone che mediamente vi si rivolgono ogni giorno.
Si devono dare risposte di carattere assistenziale, come fare la spesa ma anche pagare le bollette o gli affitti. Per fortuna Pistoia è una realtà che dà una buona risposta. Certo occorre lavorare sempre più in rete, cioé insieme istituzioni e privato sociale». Per entrare nel vivo del lavoro degli operatori dei Centri ascolto Caritas, ma anche per capire meglio alcuni fenomeni emersi quest'anno, il dossier toscano ha prodotto una sorta di interviste. Per Pistoia, rispondono le operatrici Sara e Francesca. Perché una così forte crescita di italiani? Domanda l'intervistatore.
«La crisi economica ha colpito sia italiani sia stranieri ma sta provocando i suoi effetti peggiori sulla "fascia grigia" di italiani con lavori saltuari, precari, neocasssintegrati e così via», è la risposta di Sara. Riguardo al cronicizzarsi della povertà, Francesca dice che «la crisi economica si accompagna all'assenza di politiche di emersione dalle difficoltà attuali. Le situazioni si cronicizzano perché manca un sistema che aiuti le persone ad uscire dalle povertà: ovvero, si pratica l'assistenzialismo». Cresce anche l'età media delle persone iscritte al CdA.
«Siamo in una società anziana in cui la crisi economica tocca di più chi ha 50-60 anni - è la risposta di Francesca - che sono fuori dal mercato del lavoro se lo perdono. Inoltre, i giovani si stanno forse abituando alla precarietà, per così dire. I giovani fanno con meno difficoltà lavori interinali rispetto alle persone di una certa età». Le presenze georgiana, bulgara, moldava e ucraina sono quelle maggiormente connotate al femminile.
Si tratta quasi soltanto di donne impegnate nei servizi domiciliari (assistenza anziani, ecc.)? Dice Sara: «Moldave e ucraine ce ne sono parecchie, a Pistoia. È una presenza di donne con visto turistico, ma che lavorano come badanti. Scaduto il visto, tornano in patria o restano come irregolari, lavorando al nero. Ci sono trasporti periodici settimanali, via autobus, che collegano Pistoia con la Moldavia e l'Ucraina, e si tratta di viaggi massacranti, con soste solo ogni otto ore o più».
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