Il Tirreno

Pistoia

Teatro, Crozza apre la stagione

Maurizio Crozza durante lo spettacolo “Fenomeni” in scena al Manzoni domenica
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Maurizio Crozza durante lo spettacolo “Fenomeni” in scena al Manzoni domenica

Tutto esaurito per "Fenomeni", l'ultimo lavoro del comico genovese

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 PISTOIA. Si apre all'insegna del grande successo la stagione di prosa del Manzoni di Pistoia: tutto esaurito, infatti, per lo spettacolo di Maurizio Crozza, in programma domenica 24 ottobre alle ore 21. Proposto in prima regionale per la Toscana, "Fenomeni" è il primo dei fuori abbonamento.  L'Italia, un Paese all'avana. I Maya avevano previsto la fine del mondo nel 2012: la famosa maledizione di Montezuma. Noi probabilmente ci arriveremo giovedì prossimo: è la maledizione di Montecitorio, spiega Crozza che arriva ad una conclusione: merito e colpa di una nazione piena di Fenomeni. Dentro e fuori da un Palazzo che riserva sempre grandi novità: «Prima si mangiava solo dentro - osserva il comico -, oggi che Bossi ha fatto pace con Alemanno, per interposta pajata, finalmente si mangia anche fuori».  La carrellata è lunga, entusiasmante, specie se osservata a distanza di sicurezza. «Da Oslo, per dire. Meglio ancora dalle Cayman; dalla Svizzera no: troppo vicini», propone Crozza. «Prima o poi - dice - potremmo essere costretti a chiedergli aiuto, ai vicini. Un po' come nelle camere d'albergo quando le hai ridotte a chiavica: noi ce ne andiamo dall'Italia per sei mesi, loro scendono da Berna e ci rifanno il letto, mettono ordine, spazzano, fanno pagare le tasse. Poi ce la riconsegnano pulita».  Meglio ancora - è la provocazione dell'attore -: perché non fare come le auto? Le Toyota non frenavano? Le hanno richiamate e poi le hanno restituite aggiustate. «Noi abbiamo la Sicilia difettosa? La riconsegniamo alla casa madre, così tolgono Cuffaro e ci mettono uno onesto. E poi via, sgommando. Certo: mentre la Sicilia è dal meccanico, che si fa? Ce ne facciamo dare una di cortesia».  Tanti fenomeni in Italia, spiega Crozza, alcuni celebri, come Scajola, che acquistano case a loro insaputa, «e se beccano chi è stato vogliono fargliela pagare. Un'altra volta? O come Denis Verdini, che ha più accuse del mostro di Milwaukee e non si dimette perché lui non ha questa mentalità».  Ma dalle grinfie non sfugge la querelle sulla casa di Montecarlo che ha bloccato l'Italia per mesi.  Tanti fenomeni, anche meno noti. Condannati in via definitiva, interdetti dai pubblici uffici eppure ancora barricati in Parlamento: come - suggerisce Crozza l'onorevole siciliano Giuseppe Drago. O Pottino e Gabana, «i due ex onorevoli leghisti che, dopo aver fatto cadere il governo Prodi, prendono 10.000 euro al mese da Cicchitto. Così finalmente sappiamo quanto costa un senatore. Anzi: perché non facciamo una colletta e non ce ne compriamo uno? Dieci euro a testa, meno di un porno su Sky. E tra due mesi lo rivendiamo al doppio a Berlusconi, quando gli serve la fiducia».  Un popolo eletto, e un popolo di elettori. Un popolo di ministri come Brunetta, che lanciano la Pec, la posta elettronica certificata «che si chiama così perché "Peccato che non funziona". Sennò si chiamava Funz»; o di ministri come Galan: Tremonti aveva promesso di tagliare lo stipendio ai ministri, ricorda il comico, l'ha tagliato solo a lui perché non è parlamentare.  Ma l'attore genovese non risparmia la sinistra. Il popolo, dice, è senza opposizione, disorientato, «come Bersani, che gira con un coro greco a ricordargli cos'era e cos'è diventato: il Pci affidava il simbolo a Guttuso, Fassino ha affidato la sua immagine a Klaus Davi. Avete presente che immagine ha Fassino?»  Fenomeni. Perché l'Italia, purtroppo, - conclude amaramente Crozza - «non è un Paese per giovani. Nemmeno per vecchi, in realtà. E' un paese per comici».

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