Sicurezza
Ruspe all'asta per pagare gli ex operai
Marta Quilici
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La sede della Uccini Silvano srl in via Valdibrana a PistoiaVendita giudiziaria da 350mila euro nella sede della Uccini srl
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PISTOIA. Potrebbe chiudersi questa mattina la lunga attesa dei circa cinquanta dipendenti della Uccini Silvano srl, l'azienda edile di Valdibrana che il 5 gennaio 2007 fu dichiarata fallita dal tribunale di Pistoia. Con una maxi vendita giudiziaria da oltre 350mila euro di base d'asta, con 190 lotti da battere, stamani saranno venduti tutti i beni della Uccini. L'incanto si svolgerà nei locali dell'azienda, in via Valdibrana 165, a partire dalle 10.30. I soldi che se ne ricaveranno andranno a coprire, tra le altre cose, le rate della cassa edile (qualche decina di migliaia di euro) che gli operai devono ancora avere dopo oltre 3 anni dal fallimento. Saranno messi all'incanto 190 lotti, tra cui grandi macchinari come escavatori, trattori, macchine per il movimento-terra, ruspe. La Uccini, infatti, si occupava principalmente di lavori stradali, e in particolare della manutenzione delle reti di acqua e gas. Lavorava anche per Publiacqua e Toscanagas. «La stima complessiva del materiale - spiega Paolo Graziani, direttore dell'Istituto vendite aste giudiziarie - è di una base d'asta di 350.500 euro, suddivisa in 190 lotti. Per arrivare a questo punto il percorso non è stato semplice. É stata una procedura sofferta e lunga». L'azienda, nel 2006, si era ingrandita, arrivando a contare una sessantina di dipendenti. Poi le cose iniziarono ad andare male. «Era una delle aziende più importanti del settore - spiega Riccardo Cappelli, della Fillea-Cgil - che nei momenti floridi crebbe molto e velocemente». Le difficoltà iniziarono nella prima metà del 2006, quando annunciarono la procedura di mobilità per 40 dei loro 58 dipendenti. «Attraverso trattative sindacali - continua Cappellini - riuscimmo a salvare almeno una parte dei lavoratori: nel settembre ne furono licenziati 16». Ma il 5 gennaio 2007 l'azienda fu dichiarata fallita. La gestione passò in mano al curatore, che decise, essendoci in corso commesse e appalti importanti, di continuare con l'esercizio provvisorio dell'attività, durato fino al 17 febbraio 2009. «Nel frattempo - prosegue Cappellini - si sono rivolti ai nostri uffici una quarantina di lavoratori per il recupero dei crediti: hanno ottenuto in breve tempo la liquidazione, poi il tfr, ma ancora devono avere gli accantonamenti presso la cassa edile. Queste rate sono state messe però in privilegio: se l'asta darà buoni risultati, i primi a goderne saranno loro».
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