Il Tirreno

Pistoia

L'Ici "federale" picchia duro

Fabio Calamati
L'Ici "federale" picchia duro

Niente esenzioni per circoli e associazioni no profit

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Ancora tre anni senza pagare l'Ici, poi anche circoli ricreativi, associazioni no profit e scuole private potrebbero diventare contribuenti a tutti gli effetti. Lo dice l'articolo sulla nuova "imposta unica municipale", la cosiddetta Imu, del decreto sul federalismo fiscale licenziato ad agosto dal governo Berlusconi Il testo del decreto approvato dal consiglio dei ministri, infatti, riporta la maggior parte delle esenzioni già oggi previste per l'Ici, ma con una significativa eccezione: non saranno più esenti gli immobili utilizzati da enti senza scopo di lucro "destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive".

Fino ad oggi questa esenzione mette al riparo dal pagamento dell'Ici realtà come le scuole private parificate; la maggior parte dei circoli ricreativi, siano essi parrocchiali o di enti di promozione come Arci, Acli o Mcl; gli impianti sportivi che ospitano attività societarie (non, ad esempio, le piscine dove si paga per entrare e si può fare nuoto libero); le sedi dove associazioni come Misericordia o Croce Verde esercitano la loro attività istituzionale. Dal 2014, se il testo del decreto sul federalismo fiscale resterà quello attuale, anche per tutte queste realtà scatterà l'obbligo di versare l'imposta locale sugli immobili, o "Imu", come è stata battezzata.

Una novità certo non facile da digerire per realtà come circoli e parrocchie, spesso alle prese con grosse difficoltà di bilancio già oggi. Per non parlare di attività come la Misericordia, che oggi paga l'Ici soltanto su quella parte della sede adibita a poliambulatorio, ma che per gli ambienti dove si svolge l'attività dei volontari è esente. «Dietro alle attuali esenzioni - conferma Francesco Cappellini, del servizio Entrate del Comune - ci sono realtà sociali di grande importanza, come il mondo dell'associazionismo, del volontariato, i circoli, le parrocchie. Realtà che, senza più esenzione, dovrebbero pagare. Naturalmente occorre vedere se il decreto conserverà queste clausole o se verranno modificate. Per il momento abbiamo solo la bozza approvata dal consiglio dei ministri, la mancanza del rinvio alle esenzioni previste dal decreto sull'Ici potrebbe persino essere un refuso tipografico». Anche all'Arci la questione, per ora, non è all'ordine del giorno.

«Le norme sull'Ici per i nostri circoli - spiega Alessandra Carboni, della segreteria provinciale - cambiano di continuo e anche questa volta chissà quante volte quel testo verrà cambiato e mofificato. Certo è che se dovesse rimanere quello, sarebbe uno smacco per tutti i circoli, non solo quelli Arci ma anche quelli delle altre associazioni. Di certo, però, almeno l'Arci non rimarrà con le mani in mano ma si muoverà per far valere i propri diritti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca