Sicurezza
Crollano gli introiti degli oneri
Beatrice Faragli
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Palazzine in costruzione in via della Repubblica a Quarrata Crisi economica e lacci burocratici: in calo le concessioni edilizie ritirate
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PIANA. Un 2010 nero per le concessioni edilizie. In alcuni casi gli introiti ottenuti dagli oneri di urbanizzazione sono addirittura dimezzati. Un crollo netto con cui le tasche comunali devono fare i conti. Gli appartamenti nuovi di zecca restano invenduti e l'imprenditore è costretto a fermarsi. Il motivo è sempre lo stesso: mancano i soldi. Alla crisi economica poi si aggiunge anche un'altra minaccia, quella burocratica: pratiche lunghe e ingessate che certo non aiutano gli investitori. Quarrata. «Il mercato è fermo». L'assessore al bilancio Antonella Giovannetti va dritta al punto: «Dal 2008 al 2010 c'è stata una riduzione di 400 mila euro nelle entrate ottenute dagli oneri di urbanizzazione». Gli incassi passano da 1 milione e 883 mila euro del 2008 al milione e 524 mila euro del 2009. A questa prima virata negativa si somma l'ultima, quella del 2010, con un ulteriore scalino a 1 milione e 470 mila euro. C'è da dire però che quest'ultimo dato è un previsionale, ovvero una cifra stimata in via preventiva a inizio anno ma tutta ancora da riscontrare nella realtà. Al 31 agosto infatti gli introiti effettivamente incassati sono fermi a 1 milione e 288 mila euro. I conti veri e proprio si faranno a dicembre. Che la crisi sia radicata però lo dimostrano le tante concessioni rimaste tra le mura degli uffici comunali. Il salto è notevole, si passa dai 4 permessi richiesti e mai ritirati del 2008 ai 18 del 2009. Montale. Il caso montalese è uno dei più emblematici con un calo che sfiora il -50%. Su questo territorio non si parla certo di zone in espansione edilizia, visto che le costruzioni sono quasi tutte affidate a un'iniziativa privata senza alcuno scopo imprenditoriale, eppure la previsione per il 2010 è chiara: «Arriveremo a malapena a 400 mila euro» precisa il vicesindaco Gianna Risaliti. L'incasso al 31 agosto scorso è di 247 mila euro con una stima di inizio anno (previsionale) fissata a 710 mila e smentita in pieno dal dato reale. Dai 796 mila euro di oneri del 2007 si passa quindi, nella più rosea delle aspettative, ai 400 mila del 2010. Le tappe intermedie segnano una discesa progressiva: dai 753 mila del 2008 ai 735 mila del 2009. «La crisi ma soprattutto i vincoli stretti imposti dal nuovo regolamento (ndr, approvato a primavera 2009) hanno di fatto bloccato il mercato, così che a Montale non è al momento nè possibile, ma nemmeno probabile, far partire progetti». Lacci burocratici quindi che aggravano ancor più una situazione già di per sè pessima. Agliana. Il caso aglianese è quello più lineare. Qui addirittura rispetto al 2009 si registra un aumento negli oneri, con 1 milione e 330 mila euro previsti per l'anno in corso contro il milione e 200 mila dell'anno passato. Al 31 agosto 2010 l'incasso è di 885mila ma l'assessore Robera Santini non ha dubbi: «Siamo in linea con quanto previsto». Con un regolamento urbanistico in via d'approvazione e con una crisi economica diffusa la parola d'ordine ad Agliana è prudenza. Non a caso le stime fatte nel 2008 (1.365.000) e nel 2009 (1.200.000) sono state puntualmente superate rispettivamente di 75 mila e 100 mila euro. Il dato più significativo però si coglie andando indietro nel tempo: «C'è una netta differenza tra oggi e il 2004/2005, anni in cui si raggiungevano i 2 milioni di euro», ricorda la Santini.
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