Sicurezza
Una vera perla nella ex chiesa
Paolo Gestri
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Sopra la conferenza stampa a destra San Pier Maggiore I gessi di Andrea Lippi nel matroneo di San Pietro grazie al liceo artistico
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PISTOIA. Si tornerà ad ammirare l'interno della chiesa di San Pietro, anzi a vedere lo stato pietoso in cui versa da anni. La visita sarà possibile venerdì alle 19, quando verrà inaugurato il matroneo della chiesa, questo sì finalmente restaurato ed adibito dal contiguo liceo artistico "Policarpo Petrocchi" a museo dei gessi di Andrea Lippi. In esposizione (curatore l'architetto Losso), anche i lavori dello scultore, donati, negli anni Cinquanta del secolo scorso, dalla famiglia Lippi all'allora scuola d'arte Petrocchi. In buona sostanza, considerato il valore artistico del Lippi, quel matroneo diventerà una preziosa gipsoteca. I fondi per il restauro, un budget totale di 25mila euro, sono arrivati particolarmente dalla Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia, ma anche dalla Fondazione Banche di Pistoia e Vignole e della Vibanca. Sono arrivati pure da iniziative della scuola stessa che ha messo all'asta cento opere appositamente donate da generosi artisti e che ha ospitato una sfilata promossa dai negozianti di via Carratica. Il matroneo della sconsacrata chiesa, che tale è San Pietro da oltre due secoli, è stato concesso in comodato d'uso gratuito dal Comune di Pistoia. L'ambiente di cui si parla copre, a ferro di cavallo, le due navate laterali e la pareti d'ingresso alla chiesa. Evidentemente, al momento della sua costruzione, fu pensato come luogo distinto, seppure non separato, dall'aula dei fedeli del popolo, essendo tutte le finestrelle volte verso la navata centrale ben serrate da grate di ferro. Ovvio che vi acceda dalla chiesa, ma dall'odierna scuola, un tempo monastero. Trentatre sono i pezzi d'arte che compongono il neonto museo. Si tratta di sculture e bssorilievi, taluni in patina chiara, altri in tonalità scura, «Tutti da ritenere eccellenti - sostiene la dirigente scolastica Elisabetta Pastacaldi -, ma ce ne sono alcuni che emergono artisticamente, ad esempio, gli "Scioperanti" che, con la "Chimera", conservata nell'atrio del medesimo edificio, sono considerati tra i capolavori non solo del Lippi, ma anche della scultura pistoiese del Novecento». Quanto alla chiesa vista dall'alto del suo interno, si vede bene un ambiente in cui per anni hanno preso dimora i piccioni, mentre fa pena l'organo a pezzi, e tutto un disordine, inimmaginbile in un edificio che, visto di fuori, è uno dei simboli più alti del romanico pistoiese. L'interno restaurato sarebbe un'altra cosa, di sapore barocco, ma così com'è è solo uno spazio indegno. E dire che 20 anni fa si era messo mano ai lavori di restauro, un tempo che sembra sepolto. Ebbene, «Dovremmo averla noi del liceo artistico - sostiene la dirigente -: noi la trasformeremmo, ovviamente restaurata, in una parte attiva della vita della scuola e della città».
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