Sicurezza
Le Iene smascherano i corsi beffa
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Al centro Matteo Viviani delle Iene davanti alla dese della Muliebris a Livorno Una troupe nella scuola per estetiste Muliebris
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LIVORNO. Non le ha fermate il freddo. Non le ha fermate l'indifferenza né le ore interminabili di attesa. Incontenibili e inarrestabili. Piombano le Iene nella sede della scuola per estetiste e parrucchiere Muliebris a Livorno insieme a un esercito di 50 studentesse che protesta contro l'interruzione dei corsi e il malfunzionamento della scuola: i materiali usati sono vecchi, le lezioni irregolari, e soprattutto gli insegnanti non vengono pagati. Tanto che molti sono andati via e i corsi sono saltati. E i titolari della "Muliebris"? Di fronte all'incalzare delle domande delle Iene, scappano e dalle 15 in poi non si fanno più vivi. Per la precisione, quando arriva la Iena Matteo Viviani in sede c'è solo la moglie del referente della scuola, che però dice di non sapere nulla e poi fugge in auto. Lui, Fabrizio Grilli, non c'è: verrà raggiunto solo telefonicamente da Viviani. Per ore le Iene danno la caccia alla coppia. Ma non c'è nulla da fare. Hanno mollato baracca e burattini. Una storia, quella della Muliebris srl unipersonale, che coinvolge un centinaio di studentesse a Livorno e più di 500 in tutta la Toscana, dove la scuola ha quattro sedi, tra queste Pistoia, a Sant'Agostino Sono ragazze che per frequentare i corsi di due o tre anni, riconosciuti dalla Regione, hanno sborsato dai 6mila ai 10mila euro a testa (che moltiplicato per 500 fa circa 400mila euro). Con tutti i sacrifici che comporta mettere insieme una cifra del genere: chiedere soldi ai genitori, aprire finanziamenti, fare due o tre lavori. Le aspiranti estetiste avrebbero dovuto terminare i corsi e poi dare l'esame per conseguire il diploma professionale riconosciuto dalla Regione. Un "pezzo di carta" che consente di lavorare nel settore a chi lo frequenta per due anni e di aprire una scuola propria a chi segue per tre anni. Eppure, la maggior parte di queste ragazze non è riuscita a portare a termine la scuola perché i corsi sono stati interrotti: una raffica di problemi ha investito la scuola. «La scuola ha cambiato nome più volte - racconta Cinzia, una delle studentesse livornesi -. Non seguiva il programma stabilito dalla Provincia, i materiali erano inadeguati e sopratutto le insegnanti lavoravano gratis perché non venivano pagate: molte sono andate via per questo». L'amarezza è tanta e anche la delusione per essere state investite da una storia che ha il sapore amaro della truffa. «Mi mancavano solo tre settimane - dice una ragazza venuta da Prato, gli occhi lucidi - Ho pagato 7500 euro, investito due anni della mia vita, facendo salti mortali e ora mi ritrovo senza nulla».
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