Il Tirreno

Pistoia

L’INVESTITORE

«Non l'ho proprio visto ho soltanto sentito il colpo»

Un collega dell’operaio
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Un collega dell’operaio

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 PISTOIA. L'investitore, un operaio dell'azienda Cima appena uscito dal lavoro, è rimasto tutto il tempo vicino ai soccorrittori. I vigili diranno poi che non si trovava né sotto l'effetto di alcol né di stupefacenti. «L'ho investito - ammette semplicemente - mi sono immesso sullo svincolo, forse ero distratto dal furgone (quello della cooperativa posizionato a lato della piazzola tra la tangenziale e l'imbocco della rampa, ndr). Ho sentito il colpo, non ho visto l'operaio».  Sconvolto, il giovane collega di Daniele Bruttini, che si trovava accanto a lui quando è stato travolto dalla Renault Clio, fuma una sigaretta dopo l'altra. Che le condizioni dell'operaio senese fossero gravi, è stato evidente da subito. I sei colleghi della cooperativa agricola fanno quadrato attorno al testimone, proteggendelo dagli sguardi e dalle parole che, trattandosi di un incidente sul lavoro, potrebbero rivelarsi parole di troppo sinché non sarà fatta luce sulle dinamiche dell'incidente e sul rispetto delle normative di sicurezza. L'operaio però alcune cose le dice: «Ho reso la mia testimonianza ai vigili, ero accanto a lui quando è successo l'incidente, stava usando il soffiatore per aspirare l'erba che avevo appena falciato». Gli chiediamo dove si trovava Bruttini. Indichiamo la striscia bianca, che dista circa un metro dal margine della carreggiata, e spiega che forse si trovava più nel centro, ma che non ricorda bene.  Sull'incidente è stato aperto un fascicolo da parte del sostituto procuratore di turno, Giuseppe Grieco. T.G.

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